Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
21 mag 2022

Stefano Tacconi lascia la terapia intensiva. Come sta l'ex portiere della Juve

Il 23 aprile era stato colpito da emorragia cerebrale a seguito della rottura di un aneurisma. I medici: "Siamo più ottimisti"

21 mag 2022
featured image
Stefano Tacconi (foto d'archivio)
featured image
Stefano Tacconi (foto d'archivio)

Torino, 21 maggio 2022 - Finalmente buone notizie su Stefano Tacconi. Le condizioni di salute dell'ex portiere di Juventus e Nazionale migliorano, tanto che sarà trasferito dalla terapia intensiva dell'ospedale di Alessandria al reparto di neurochirurgia. Il 65enne Tacconi era ricoverato nel nosocomio piemontese dallo scorso 23 aprile a seguito di un'emorragia cerebrale provocata dalla rottura di un aneurisma. 

Come sta ora Stefano Tacconi? Andrea Barbanera, direttore della Neurochirugia dell'ospedale 'Santi Antonio e Biagio' in una nota spiega che il paziente "ha acquisito l'autonomia respiratoria e un buon stato di vigilanza". Una condizione che "ci permette di essere più ottimisti: sarà necessario gestire alcune problematiche nel reparto di Neurochirurgia, ma possiamo ipotizzare il trasferimento presso una struttura di riabilitazione tra un paio di settimane".

Il 13 maggio Tacconi ha compiuto 65 anni. In ospedale, al suo capezzale, erano con lui la moglie Laura e i figli Andrea e Virginia. "Una giornata molto emozionante, perché è anche il nostro anniversario di matrimonio -  aveva detto Laura. "Stiamo sempre con lui, gli teniamo la mano, reagisce con gli occhi. Ci vorrà molto tempo, però sta reagendo bene", aggiungeva raccontando come fosse stata "molto dura dal 23 aprile, giorno del mio compleanno, quando si è sentito male. È stato devastante, si è fermato il mondo". Nell'occasione, la famiglia aveva portato all'ex portiere, che ha indossato anche la maglia del Genoa, diversi regali. "Siccome lui ama muovere le sue manone da portiere, - aveva spiegato la moglie - gli abbiamo fatto tante scatolette con tutti gli oggettini importanti per lui. Vogliamo vedere se li riconosce, se ha memoria".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?