Una tac fatta senza mezzo di contrasto, dimissioni il giorno dopo senza ulteriori accertamenti, mancato trasferimento all’ospedale San Martino di Genova. Sono questi gli aspetti su cui si concentrano i pm Francesca Rombolà e Stefano Puppo insieme all’aggiunto Francesco Pinto, nell’indagine sulla vicenda di Camilla Canepa, la studentessa di 18 anni morta per una trombosi al seno cavernoso dopo il vaccino AstraZeneca durante un open day il 25 maggio. Nella scheda dell’ospedale era stata indicata una piastrinopenia autoimmune familiare (che avrebbe posto Camilla nel gruppo dei ‘pazienti fragili’ cui non poter somministrare Vaxzevria) oltre a una cura con estroprogestinici. La piastrinopenia non era stata indicata nella scheda anamnestica dell’hub vaccinale.