Sì, ma l'università? Quando si tornerà a fare lezione in aula? E, soprattutto, con quanti studenti? Perché sugli atenei – rimasti piuttosto a margine nella discussione su scuola e virus – incombono non soltanto le norme anti Covid-19 ma anche le difficoltà economiche delle famiglie. Le previsioni sono fosche. A giugno Svimez, associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ha calcolato 10mila matricole in meno, per due terzi studenti meridionali. Da Milano a Napoli, passando per Bologna, Ancona, Pisa, Roma, è caccia alle iscrizioni. Con interventi strutturali o gadget. I filoni: esenzione e sconti sulle tasse, fondi anti emergenza e un robusto pacchetto di corsi online. Poi: Reggio...

Sì, ma l'università? Quando si tornerà a fare lezione in aula? E, soprattutto, con quanti studenti? Perché sugli atenei – rimasti piuttosto a margine nella discussione su scuola e virus – incombono non soltanto le norme anti Covid-19 ma anche le difficoltà economiche delle famiglie.

Le previsioni sono fosche. A giugno Svimez, associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ha calcolato 10mila matricole in meno, per due terzi studenti meridionali.

Da Milano a Napoli, passando per Bologna, Ancona, Pisa, Roma, è caccia alle iscrizioni. Con interventi strutturali o gadget. I filoni: esenzione e sconti sulle tasse, fondi anti emergenza e un robusto pacchetto di corsi online. Poi: Reggio Calabria regala tablet, la Campania prevede un contributo fino a 500 euro per quell’acquisto, Sim da 100 giga al mese a Bologna. Il rettore di Pisa, Paolo Mancarella, ha investito su molti fronti. Elenca: "Un bando da 700mila euro aiuterà chi ha avuto problemi. La no tax area è stata mantenuta a 23mila euro, oltre la soglia ministeriale. Ridotta fino al 20%, dipende dalle fasce, la tassazione per gli studenti con un Isee fino a 40mila euro. Fra l’altro, e mi pare importante, le famiglie potranno presentare quello dell’anno corrente. Infine, abbiamo previsto un potenziamento notevole del servizio di tutorato".

Gruppi di 25-30 studenti e un insegnante da remoto "per affrontare meglio l’inizio del percorso". "Abbiamo fatto una scelta precisa – rivendica il rettore –. Vogliamo dare certezze alle famiglie. Riapriamo i corsi se riusciamo a garantire lezioni in presenza per tutti gli studenti. Ripartiremo con 79 su 141. Senza fare i turni, perché significherebbe dire a un ragazzo, iscriviti che ti rimettiamo in aula. Ma se va bene, ci va una settimana su 12. Ci pareva discriminatorio". Quindi via libera "alle lauree magistrali con un numero limitato di iscritti". Sarà garantita comunque l’attività anche online "per gli studenti internazionali o per chi non può comunque venire a Pisa".

Stessa scelta di Bologna. Il prorettore vicario Mirko Degli Esposti mette in fila: "Da settembre riapriremo con le attività in presenza, nel rispetto del protocollo di sicurezza. Ma nello stesso tempo, chi non potrà essere in città, avrà la possibilità di seguire le attività da remoto. Stiamo facendo di tutto per avere il numero massimo di studenti". Ma come si concilia l’obiettivo con gli spazi? "Ci stiamo preparando a tutti gli scenari. A Bologna abbiamo circa 80mila ragazzi, la metà arrivano da fuori. Le aule avranno una capienza limitata. Di quanto? Non lo sappiamo ancora". No tax area fissata a 23mila euro e bando da 640mila per l’emergenza Covid.

Tra le iniziative previste da Alma Mater e Comune, fondi per gli affitti, brevi e a lungo termine. Sui trasporti: sconti extra per il bus e 600 bici in comodato d’uso gratuito a studenti selezionati con un bando (progetto Almabike).

C’è poi chi, come l’ateneo di Ancona, lucida i gioielli di famiglia. Con un fondo intitolato a Carlo Urbani, il medico eroe che identificò la Sars e ne rimase vittima, laureato in questo ateneo. Servirà per aiutare gli studenti con un Isee sotto i 30mila euro "che hanno vissuto situazioni di disagio personale o economico a seguito dell’emergenza Covid". Esonero del contributo per i care leavers, "coloro che al compimento della maggiore età vivono fuori dalla famiglia d’origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria", chiarisce l’ateneo, e importo minimo per i caregivers, che accudiscono un familiare non autosufficiente.