di Giovanni Serafini PARIGI Dietro le quinte, per il momento senza grandi clamori, la guerra della Tour Eiffel è già scoppiata. Molti parigini non ne sanno nulla, o quasi: ma gli abitanti dei quartieri interessati – il 16°, il 7° e il 15° arrondissement, mezzo milione di persone che vivono fra il Trocadero e il Campo di Marte, fra l’Ecole Militaire e il Pont d’Iéna – non nascondono l’irritazione e l’avversione nei confronti del progetto voluto dalla sindaca Anne Hidalgo. "Una vasta operazione di risistemazione per creare un nuovo parco urbano nel cuore di Parigi. Una mini...

di Giovanni

Serafini

PARIGI

Dietro le quinte, per il momento senza grandi clamori, la guerra della Tour Eiffel è già scoppiata. Molti parigini non ne sanno nulla, o quasi: ma gli abitanti dei quartieri interessati – il 16°, il 7° e il 15° arrondissement, mezzo milione di persone che vivono fra il Trocadero e il Campo di Marte, fra l’Ecole Militaire e il Pont d’Iéna – non nascondono l’irritazione e l’avversione nei confronti del progetto voluto dalla sindaca Anne Hidalgo. "Una vasta operazione di risistemazione per creare un nuovo parco urbano nel cuore di Parigi. Una mini rivoluzione verde per dotare la Tour Eiffel degli standard turistici internazionali": questa la presentazione di OnE, il progetto dell’agenzia Gustafson Porter + Bowman che ha vinto la gara d’appalto. Costo: 107 milioni di euro. I lavori dovrebbero cominciare a metà anno per terminare a ridosso dei Giochi Olimpici 2024.

Sulla carta tutto sembra attraente: 35% di verde in più, 35mila metri quadri di spazio offerti in esclusiva a pedoni, biciclette e monopattini, depositi bagagli per i turisti, cabine wc e cestini per i rifiuti a volontà, ampi settori riservati ad "eventi". Ma ci sono altri punti forti del progetto che fanno esplodere i contrasti. Primo fra tutti, la soppressione del traffico automobilistico nella zona: una costante della strategia Hidalgo, la sindaca che vorrebbe pedonalizzare tutta la città. Come faranno gli i residenti a muoversi se le principali arterie verranno chiuse alla circolazione? E che senso ha dotare la Tour Eiffel, destinazione già oggi di 7 milioni di visitatori l’anno, di "standard turistici internazionali"?

Ne parliamo con Francis Szpiner, sindaco del 16° arrondissement. Avvocato, ex consigliere di Chirac, difensore di personaggi celebri, insieme con altri cinque sindaci della destra moderata fra cui Rachida Dati è sceso sul piede di guerra contro i suoi omologhi di sinistra che fanno capo alla Hidalgo. "Si vuole trasformare Parigi in una città-oggetto, un bene di consumo offerto in pasto ai turisti. E gli abitanti, peggio per loro", attacca.

Chiediamo: aumentare del 35% le zone verdi non è una cosa positiva? "In primo luogo – replica Szpiner – le percentuali di cui si parla non sono affatto verificate. L’associazione ’Amici del Campo di Marte’ afferma il contrario e calcola che molti alberi verranno abbattuti per lasciar spazio a vasche di cemento in cui saranno piantati fiori e arbusti. In ogni modo è assurdo modificare l’aspetto di un quartiere che esiste da 150 anni. Avremo enormi problemi di traffico, code, inquinamento, difficoltà per commercianti e residenti. Non basta: la maggiore concentrazione di persone darà vita a problemi di pulizia e di sicurezza. Se madame Hidalgo volesse fare qualcosa di buono, potrebbe cominciare con il ripulire la zona dai venditori ambulanti e dagli spacciatori. Infine: abbiamo proprio bisogno di potenziare il turismo in una città come Parigi che è una delle prime mete al mondo?".