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7 gen 2022

Svolta pedonale nel cuore di Parigi E scoppia la guerra della Tour Eiffel

Il progetto verde della sindaca Hidalgo fa infuriare i residenti: "Avremo problemi di traffico e criminalità"

7 gen 2022

di Giovanni Serafini PARIGI Dietro le quinte, per il momento senza grandi clamori, la guerra della Tour Eiffel è già scoppiata. Molti parigini non ne sanno nulla, o quasi: ma gli abitanti dei quartieri interessati – il 16°, il 7° e il 15° arrondissement, mezzo milione di persone che vivono fra il Trocadero e il Campo di Marte, fra l’Ecole Militaire e il Pont d’Iéna – non nascondono l’irritazione e l’avversione nei confronti del progetto voluto dalla sindaca Anne Hidalgo. "Una vasta operazione di risistemazione per creare un nuovo parco urbano nel cuore di Parigi. Una mini rivoluzione verde per dotare la Tour Eiffel degli standard turistici internazionali": questa la presentazione di OnE, il progetto dell’agenzia Gustafson Porter + Bowman che ha vinto la gara d’appalto. Costo: 107 milioni di euro. I lavori dovrebbero cominciare a metà anno per terminare a ridosso dei Giochi Olimpici 2024. Sulla carta tutto sembra attraente: 35% di verde in più, 35mila metri quadri di spazio offerti in esclusiva a pedoni, biciclette e monopattini, depositi bagagli per i turisti, cabine wc e cestini per i rifiuti a volontà, ampi settori riservati ad "eventi". Ma ci sono altri punti forti del progetto che fanno esplodere i contrasti. Primo fra tutti, la soppressione del traffico automobilistico nella zona: una costante della strategia Hidalgo, la sindaca che vorrebbe pedonalizzare tutta la città. Come faranno gli i residenti a muoversi se le principali arterie verranno chiuse alla circolazione? E che senso ha dotare la Tour Eiffel, destinazione già oggi di 7 milioni di visitatori l’anno, di "standard turistici internazionali"? Ne parliamo con Francis Szpiner, sindaco del 16° arrondissement. Avvocato, ex consigliere di Chirac, difensore di personaggi celebri, insieme con altri cinque sindaci della destra moderata fra cui Rachida Dati è sceso sul piede di guerra contro i suoi omologhi di sinistra che fanno capo ...

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