31 gen 2022

Svizzera, i furbetti del cambio-sesso "In pensione prima come donna"

Il Paese elvetico semplifica l’iter per passare da un genere all’altro: bastano 72 euro e un breve colloquio. Ma c’è chi usa la norma solo per avere benefici. Il governo non interviene: teme accuse di transfobia

riccardo jannello
Cronaca
Il pittore danese Einar Wegenar (nel film ’The Danish girl’), dopo la prima operazione chirurgica della storia, diventò Lili Elbe
Il pittore danese Einar Wegenar (nel film ’The Danish girl’), dopo la prima operazione chirurgica della storia, diventò Lili Elbe
Il pittore danese Einar Wegenar (nel film ’The Danish girl’), dopo la prima operazione chirurgica della storia, diventò Lili Elbe

di Riccardo Jannello Che cosa può succedere quando si capisce che un provvedimento all’avanguardia può creare problemi nella sua attuazione se lo stanno cominciando a chiedere gli svizzeri, che da un mese possono con un semplice colloquio di fronte a un funzionario dell’anagrafe nazionale decidere di cambiare sesso. L’interrogazione dura dieci minuti e, si dice, non va neppure a fondo di eventuali problemi pischiatrici o medici che l’aspirante transgender potrebbe invocare. Come non ha bisogno né di un certificato medico né di un documento che dimostri l’inizio di una terapia ormonale. Basta dire "mi sento donna" (o "mi sento uomo", nel criterio di parità assoluta fra i sessi), avere più di 16 anni – in caso di minori ci vuole il consenso di un tutore – rispondere a qualche domanda, pagare l’equivalente di 72 euro e i giochi sono fatti. Altro che procedure da cinque anni e più che in Italia bisogna affrontare per passare da uomo a donna o viceversa. Oltre a tutto il percorso psichiatrico e chirurgico che la cosa sottintende. D’altronde, seppure sia una cifra ridicola, nel Paese in cui il segreto bancario è il fondamento della Confederazione, anche quella piccola somma val bene qualche sacrificio etico. La domanda iniziale se la stanno ponendo dopo che un 60enne ha fatto domanda di cambiamento di sesso anagrafico – accordatogli – solo per percepire un anno prima la Assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (Avs), primo pilastro del sistema di previdenza sociale statale. Una pensione di base – che prevede un assegno annuale fra i 13.480 e i 26.960 euro – con la quale si garantisce "il minimo vitale di sussistenza" e che agli uomini spetta al compimento dei 65 anni di età e alle donne ai 64. L’ex signore – residente nel Canton Lucerna – sarà quindi "agevolato" ...

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