163 milioni vinti nel 2016 a Vibo Valentia, Calabria
163 milioni vinti nel 2016 a Vibo Valentia, Calabria

Roma, 12 giugno 2019 - Non è uscito neanche ieri, il 6 del Superenalotto e il jackpot è volato a quota 168 milioni e centomila euro. Con quei soldi lì il governo ha appena comprato ottomila auto blu. Avete presente no? Quelle che tutti dicono di voler tagliare, e invece. Con quei soldi lì, fosse uscito il "6" al SuperEnalotto qualche giorno fa, magari avreste anche potuto soffiare la Fiorentina a Rocco Commisso e presentarvi trionfalmente al Franchi da patron. Oppure, avreste potuto comprare l’intero patrimonio demaniale della riviera imperiese, giusto per avere un modesto affaccio sul mare e spararvi una bella apericena con gli amici. Certo, poi rimarreste senza un euro in tasca.

Allora, considerato che quello che potreste vincere al SuperEnalotto è il jackpot più alto al mondo, da 168 milioni – visto che un tizio californiano, baciato e ribaciato dalla sorte, ha centrato il 350 milioni di dollari del Megamillions – magari quei soldi lì sarà il caso di spenderli in maniera più oculata. Una bella villa in perfetto jet set style a Pacific Palisades in California ce la vogliamo negare? Sentite qua: Bradley Cooper e Irina Shayk si sono appena lasciati e hanno mollato quella villona un paio di giorni fa. Pare sia in vendita a prezzo di realizzo: 15 milioni di dollari e vi danno anche le triple chiavi in omaggio. Sì ma come ci arrivate in California? Volo di linea? No, no, che volgarità. Assegnuccio da 26 milioni di dollari per il numero uno dei jet di lusso, il Cessna Citation Longitude che può ospitare sino a 12 passeggeri. E la barca? Dai, dove li ospitiamo gli amici? E poi non averne una fa fin troppo cafone. Quindi, per diventare proprietario e comandante di un lussuoso due alberi Burrasca, mettiamo lì circa 16 o 17 milioni, più le spese per l’equipaggio e le gozzoviglie. A questo punto, o ce l’avete fatta davvero a centrare quell’unica possibilità su 622 milioni di centrare quei sei magici numeri del SuperEnalotto, o vi svegliate tutti sudati rendendovi conto che, ahivoi, è stato solo un sogno. Un sogno politicamente trasversale, perchè sa essere democratico e il contrario. Come nel caso dell’ultimo "6" da 51,3 milioni centrato un anno fa e distribuito in tutta Italia a 45 diversi vincitori grazie a un sistemone della bacheca dei sistemi Sisal. Oppure, può essere meravigliosamente totalitario, come nella vincita da 163,5 milioni azzeccata da un singolo vincitore a Vibo Valentia, nel 2016.

In ogni caso, siamo a un soffio dal record assoluto della storia del gioco, i 177,7 milioni vinti nel 2010, anche in quel caso ‘democratici’ perchè agganciati a un sistema multiquote. Sì perchè il jackpot da 167 milioni in palio in questo torrido giugno vale già la seconda vincita più alta di sempre, in virtù di 150 concorsi senza "6". E, se le prime tre regioni più fortunate sono Campania con 19 "6»"all’attivo, Lazio con 16 ed Emilia Romagna con 12, varrà la pena ricordare che, dal 1997 a oggi il SuperEnalotto ha distribuito vincite pari a 16,5 miliardi di euro. E anche qui, come in tutti i giochi numerici, c’è un gran bel safari alla ricerca di esemplari rarissimi. Come nel caso dell’81, che nella smorfia napoletana è associato ai fiori e non si vede da 98 concorsi. Oppure il 23, che non esce da 65 concorsi. A Napoli è "’o scemo", a Roma richiama alla fortuna (eufemismo...). E, ancora, il 39, assente da 64 estrazioni e un significato secco: il cappio al collo, inteso come colui che non ha via di uscita. A meno che non vinca un jackpot da record mondiale. Allora magari, la via d’uscita si trova.