6 mag 2022

Superbonus, via libera ai ritocchi Più semplice la cessione del credito

Il governo proroga la norma sui benefici edilizi dopo i dubbi di Draghi. Riscritte le regole, ecco le novità

antonio troise
Cronaca
Mario Draghi, 74 anni, è alla guida del governo dal 13 febbraio del 2021
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Mario Draghi, 74 anni, è alla guida del governo dal 13 febbraio del 2021

Superbonus, si cambia ancora. La cessione del credito diventa più semplice, dopo la frenata dei mesi scorsi. Sarà consentito il frazionamento del credito fiscale. Ed è stata confermata la proroga per usufruire del maxi-sconto fiscale. Qualche passo in avanti anche sul versante del prezzario mentre resta aperto il capitolo del tetto dei crediti che le banche possono acquisire. Il governo ha riscritto la norma varata, appena una settimana fa, con il decreto Aiuti, e che aveva creato problemi alle imprese, in molti casi costrette a bloccare i lavori. Il premier Mario Draghi ha dato il via libera ai ritocchi. Anche se non ha mai nascosto le sue diffidenze su un provvedimento che ha triplicato i prezzi delle ristrutturazioni. Ecco le principali novità nel pacchetto approvato ieri da Palazzo Chigi.

Superbonus, via libera ai ritocchi

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CESSIONE DEL CREDITO

PIÙ SEMPLICE

Chi ristruttura casa, con il meccanismo della cessione del credito, può trasferire la detrazione fiscale garantita con il superbonus a imprese, banche, enti e professionisti ottenendo subito i soldi necessari per iniziare i lavori o accedere a un mutuo o a un finanziamento. Nella prima versione del provvedimento era possibile cedere il credito un numero di volte illimitato. Poi, per evitare truffe e frodi, a gennaio il governo aveva deciso che si potevano cedere una sola volta. e a febbraio aveva innalzato il tetto a 3 volte. Con il nuovo decreto la soglia viene cancellata. Si può cedere "sempre" ai clienti professionali che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca senza facoltà di ulteriore cessione.

IL FRAZIONAMENTO

DEGLI IMPORTI

Le banche potranno "cedere a non retail", vale a dire cedere i crediti a operatori qualificati senza che prima vi sia stato un passaggio tra gli istituti di credito. Chi rientra nella categoria? Gli operatori in possesso di almeno due dei seguenti requisiti: fatturato di 40 milioni, fondi propri per 2 milioni o un totale di bilancio di 20 milioni. Sembrerebbe infine consentito agli istituti di cedere non tutto il credito in una sola volta ma di frazionare l’importo in più operazioni. Non c’è nessun testo scritto ma l’operazione sarebbe consentita dall’Agenzia delle Entrate sulla base di alcune dichiarazioni del ministro Franco.

PIÙ TEMPO

PER LE RISTRUTTURAZIONI

Confermata la proroga decisa la scorsa settimana. In particolare è stata spostata di tre mesi, al 30 settembre 2022, il termine per effettuare almeno il 30% dei lavori nelle villette unifamiliari per usufruire del bonus. Resta fissato al 31 dicembre 2022 il termine per ultimare i lavori. Per i condomini, la data ultima per poter detrarre il 110% delle spese è il 31 dicembre 2023.

IL NODO DELLE BANCHE

Non basta rimettere in moto il meccanismo della cessione dei crediti. "Sono necessari alcuni mesi per realizzare le cessioni ai correntisti per importi rilevanti - spiega Antonio Piciocchi, partner della Deloitte e da sempre molto attento ai problemi del superincentivo - Proprio nei prossimi mesi è previsto il picco di esecuzione dei lavori, è dunque necessario un intervento normativo per consentire alle banche di riprendere ad acquistare i crediti. Si potrebbe consentire alle banche di recuperare eventuali quote di crediti eccedenti le loro imposte entro 10 anni e in caso di incapienza poter utilizzare i crediti per sottoscrivere Btp".

 

 

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