di Antonio Noto* È ufficialmente nato il terzo governo di questa legislatura. Per forza di cose, quindi, sarà di vita breve visto che il massimo di durata che potrà avere sarà di 24 mesi, cioè quando nel 2023 è prevista la scadenza naturale. Però è difficile immaginare quale sarà l’impatto di questo governo nei futuri scenari politici. La particolarità è che Draghi premier nasce con un record, la prima fiducia testata al presidente del...

di Antonio Noto*

È ufficialmente nato il terzo governo di questa legislatura. Per forza di cose, quindi, sarà di vita breve visto che il massimo di durata che potrà avere sarà di 24 mesi, cioè quando nel 2023 è prevista la scadenza naturale. Però è difficile immaginare quale sarà l’impatto di questo governo nei futuri scenari politici.

La particolarità è che Draghi premier nasce con un record, la prima fiducia testata al presidente del Consiglio è del 56%. Il dato più alto registrato negli ultimi 20 anni. Se questo è dunque indice di un grande valore non bisogna però nascondere le criticità che questo livello di ’super consenso’ potrebbe generare. Dall’analisi effettuata da Noto Sondaggi emergono due possibili boomerang che Draghi deve fronteggiare: il primo è che l’indicatore così alto nel livello di fiducia è sinonimo di una attesa molto elevata nei tempi delle performance da parte di chi è oggi al comando, ciò vuol dire che spesso la richiesta di risoluzione dei bisogni sociali non corrisponde nei tempi ai ritmi della politica e al periodo necessario affinché le strategie economiche abbiano la possibilità di impattare nell’economia reale.

Quindi il premier dovrà cercare di stabilire un legame più diretto con il popolo, anche perché dovrà far digerire l’eventualità che, per la ripresa economica, ci vorranno tempi più lunghi rispetto alle attese. Il secondo punto è invece la sua squadra. Se per Super Mario la fiducia si attesta al 56% per l’esecutivo nel suo complesso scende al 48%. Si tratta comunque di un risultato di rilievo, ma non si può non notare la differenza tra la fiducia verso il premier e quella nei confronti del suo team. Le insoddisfazioni si concentrano soprattutto nella modalità di composizione del governo: il 54% dei cittadini avrebbe preferito un maggior equilibrio tra il numero dei ministri tecnici e politici. Inoltre l’auspicio del 68% degli elettori è che nell’agenda di Draghi prevalga il tema della crisi economica, al secondo posto con il 62% c’è quello sanitario, al terzo il fisco con il 54%. Le priorità degli italiani non sono quindi differenti da quelli di Draghi ed è per questo che il suo livello di fiducia inizia da record, in attesa che le prime ’cure’ producano beneficio.

*Direttore Noto Sondaggi