Il voto su Rousseau per dire sì o no all’ingresso nel nuovo governo Draghi ci sarà. Domani e giovedì gli iscritti saranno chiamati a dare il loro contributo a una scelta che si sta rivelando lacerante per il Movimento 5 Stelle, anche l’altra notte in assemblea plenaria, durata fino alle prime ore del mattino, presente l’ex...

Il voto su Rousseau per dire sì o no all’ingresso nel nuovo governo Draghi ci sarà. Domani e giovedì gli iscritti saranno chiamati a dare il loro contributo a una scelta che si sta rivelando lacerante per il Movimento 5 Stelle, anche l’altra notte in assemblea plenaria, durata fino alle prime ore del mattino, presente l’ex premier Giuseppe Conte.

Allora, Draghi sì o no? I vertici del M5s hanno già deciso: i grillini ci saranno per difendere i temi a 5 stelle, ma la scelta di dare voce alla rete crea maldipancia. Con il voto su Rousseau il Movimento rischia di esplodere, ammettono alcuni militanti. A premere per il voto Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista, che sperano in un risultato negativo per rendere determinanti ribelli del Senato che, come Barbara Lezzi o Danilo Toninelli, passando per Mattia Crucioli, definiscono apertamente "suicidio politico" l’appoggio a Draghi. Sulle barricate anche deputati come Francesco Forciniti, Pino Cabras, Davide Zanichelli, Rosa Alba Testamento. "Se nell’esecutivo ci saranno ministri di Forza Italia e Lega, è impossibile votare la fiducia", dice il senatore Matteo Mantero. "La paura nel M5s è che Draghi possa smontare il reddito di cittadinanza... Come se fosse un imperatore e il Parlamento non esistesse", rimarca un grillino anti.

Ma il tempo stringe. Una decisione andrà presa a breve e in molti si aspettano un nuovo intervento di Grillo per convincere la base ad avallare la nuova svolta. Animi da placare anche sui quesiti da mettere al voto. "Farà tutto Beppe (Grillo, ndr.) – dice una fonte di primo piano del M5S – quando è in campo lui mica rispetta le gerarchie...".

e.g.p.