Suore
Suore

Messina, 1 novembre 2019 - Aveva forti dolori addominali, così è finita al pronto soccorso dove i medici si sono accorti che era incinta. Nulla di strano, se non fosse che la protagonista della storia è una suora. Succede a Sant'Agata Militello, nel Messinese. E non è l'unico caso in Sicilia, perché poche ore dopo si è avuta notizia di un episodio pressoché identico nel Ragusano che risalirebbe però a un mese fa.

Suora incinta a Messina

Secondo quanto racconta La Gazzetta del Sud, la religiosa, 34enne, è residente in un piccolo centro dei Nebrodi e da anni presta servizio presso un istituto collegio. Sono state le stesse consorelle ad accompagnarla in ospedale a Sant'Agata Militello, qui  i medici, espletati gli esami di rito, si sono accorti - con la stessa sorpresa della religiosa - che era in atto una gravidanza, pare ancora in fase iniziale, di poche settimane. 

Sul caso vige ovviamente il massimo riserbo e la suora sarebbe stata subito trasferita in un'altra sede. La notizia è stata confermata da ambienti ecclesiali che hanno anche spiegato che ora la religiosa potrà abbandonare il suo ordine per fare la mamma a tempo pieno. Secondo i media locali, la giovane suora è di origine africana e nei mesi scorsi sarebbe andata a fare visita alla famiglia nel suo paese natale. 

Il caso nel Ragusano

E veniamo all'episodio che si è verificato nel ragusano circa un mese fa. La sorella, a quanto si apprende originaria del Madagascar e responsabile di un servizio di assistenza per anziani, ha scoperto anche in questo caso di essere incinta. Ha così lasciato l'istituto di cui era ospite, e dove fungeva da madre superiora, e ha fatto ritorno nel suo paese d'origine. 

I precedenti

Nel 2014, a Rieti, la notizia di una suora incinta fece ben presto il giro della città, con un tamtam mediatico che costrinse l'ospedale locale a predisporre un servizio di sicurezza per tenere lontano i troppi occhi indiscreti. La donna, di origini salvadoregne, diede alla luce un bambino e decise di lasciare l'ordine religioso per dedicarsi anima e corpo al piccolo. Un anno dopo, nelle Marche, una novizia diede alla luce un altro bambino. Nel 2011, sempre nelle Marche, un'altra religiosa partorì dopo aver denunciato di essere stata violentata da un sacerdote suo connazionale. Inizialmente la donna, che lasciò i voti, decise di non riconoscere il piccolo, salvo poi cambiare idea poco più di due mesi dopo ingaggiando una lunghissima battaglia legale. Battaglia terminata con una sentenza della Cassazione che le riconobbe il diritto di ripensamento riconsegnandole, tre anni e mezzo dopo, il figlio legittimo che inizialmente era stato dato in affidamento ad una coppia del Maceratese.