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20 lug 2022

Summit con Putin e Iran Erdogan spiazza la Nato

Il presidente turco a Teheran incontra i due leader ostili a Usa e Alleanza atlantica. Si rafforza l’asse fra Mosca e il paese islamico: giallo sui droni inviati ai russi

20 lug 2022
alessandro farruggia
Cronaca
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stringe la mano a Vladimir Putin
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stringe la mano a Vladimir Putin
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stringe la mano a Vladimir Putin
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stringe la mano a Vladimir Putin
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stringe la mano a Vladimir Putin
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stringe la mano a Vladimir Putin

di Alessandro Farruggia

Accordo sul grano ucraino ad un passo grazie al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che pur essendo a capo di un Paese membro della Nato e pur avendo fornito a Kiev i letali droni Baraktyar, tratta disinvoltamente con Putin per accrescere il proprio spazio poltico. "Alcune questioni restano da risolvere – ha detto lo zar che ieri, per la prima volta dall’invasione, ha incontrato a Teheran il presidente turco –, ma ci sono progressi sull’esportazione di grano ucraino ed è un buon segno". Putin ha ringraziato Erdogan "per la mediazione offerta da Ankara sui corridoi nel mar Nero" per esportare grano dai porti dell’Ucraina. Il piano del resto è stato elaborato la scorsa settimana a Istanbul da delegazioni di Russia, Ucraina, Turchia e rappresentanti dell’Onu e nei prossimi giorni potrebbe essere firmato, anche se resterebbero nodi da sciogliere sulla sicurezza dei porti e delle navi durante la rotta.

La visita di Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin in Iran per partecipare ieri col presidente iraniano Ebrahim Raisi alla conferenza a tre sulla Siria, ha rafforzato l’intesa tra la repubblica islamica e il regime di Putin. L’asse poltico porterà a un’alleanza strategica nel settore petrolifero e potrebbe condurre a breve all’ingresso dell’Iran, come osservatore, nell’Unione economica eurasiatica (della quale fanno parte Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan) e alla vendita a Mosca di alcune decine, forse un centinaio, di droni iraniani, da usare nella guerra a Kiev.

Si tratta dello Shahed 129 (clone meno sofisticato del Predator americano), capace di lanciare 4 bombe guidate da 34 chili e del raffinato drone Shahed 191, copiato di sana pianta da un segretissimo RQ 170 della Lockeed caduto intatto in Iran nel 2011 e dotato di capacita stealth, quindi a bassa visibilità radar. La notizia, anticipata dalla Cnn è stata smentita da Teheran e Mosca ma sostanzialmente confermata dal comandante delle forze di terra dell’esercito iraniano, il generale di brigata Amir Kyomarth Heidari che all’agenzia Tasnim ha detto: "L’Iran è pronto ad esportare armi ai Paesi amici", citando esplicitamente "i potenti droni dell’esercito iraniano" utilizzati con successo anche in Siria. Il tema droni non è stato citato in conferenza stampa e nei comunicati congiunti che hanno fatto riferimento alla situazione in Ucraina e Siria. Mosca e Teheran hanno rafforzato la propria alleanza anche concordando un protocollo da 40 miliardi di dollari firmato da National iranian oil company (Nioc) e il colosso russo Gazprom, che collaborerà con Nioc nello sviluppo dei giacimenti di gas di Kish e North Pars e anche di sei giacimenti petroliferi. Gazprom sarà inoltre coinvolta nel completamento di progetti di gas naturale liquefatto (Gnl) e nella costruzione di gasdotti per l’esportazione.

Russia e Iran condividono la stessa linea anche sul conflitto siriano, dando sostegno, anche militare, al regime di Damasco a cui la Turchia si oppone invece strenuamente . Erdogan vorrebbe portare avanti un’operazione militare contro le forze curde. Il presidente turco lo ha annunciato due mesi fa manifestando l’intenzione di costituire una zona di sicurezza profonda 30 chilometri a partire dal confine turco-siriano, e ieri lo ha ribadito, ma l’esercito di Ankara non si è ancora mosso e ieri Erdogan non è riuscito ad ottenere il via libera dall’Iran per la campagna militare. E Mosca è d’accodo con Teheran.

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