Mercoledì 17 Luglio 2024

Suicidio assistito, morta l’attrice Sibilla Barbieri in Svizzera

La donna, malata oncologica terminale, aveva ricevuto il diniego dell’Asl romana di usufruire dell’aiuto medico alla morte volontaria

Roma, 6 novembre 2023 – Un’altra morte per suicidio assistito oltre frontiera. L’attrice e regista romana Sibilla Barbieri si è spenta in Svizzera dopo un lungo calvario contro il tumore. La donna, malata oncologica terminale, aveva deciso di intraprendere il viaggio all’estero in seguito al diniego da parte della Asl romana di appartenenza di usufruire dell’aiuto medico alla morte volontaria

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L'attrice Sibilla Barbieri
L'attrice Sibilla Barbieri

L’attivismo di Barbieri 

A metà settembre, ricorda l'associazione Coscioni di cui Barbieri era consigliera, la struttura sanitaria romana aveva comunicato la propria decisione, spiegando che l’attrice non possedeva i quattro requisiti previsti dalla sentenza Cappato/Dj Fabo della Corte costituzionale per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita. In particolare la commissione medica ha ritenuto che alla donna mancasse il requisito della dipendenza da trattamento di sostegno vitale.

I requisiti 

Nella sentenza Cappato/Dj Fabo, tesoriere dell’associazione Coscioni, non era punibile perché Fabio Ridolfi rispettava tutte e quattro le condizioni fondamentali che permettono la pratica: essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitali; essere affetti da una patologia irreversibile; essere affetti da una patologia fonte di sofferenze intollerabili; essere pienamente capaci di prendere decisioni libere e consapevoli. Ciò non è valso per Barbieri, alla quale, sarebbe mancato il primo requisito. 

“Questa è una discriminazione gravissima tra i malati oncologici e chi si trova anche in altre condizioni non terminali”, aveva denunciato in un video l’attrice. 

“Lo Stato deve porre rimedio alle discriminazioni”

“Ho deciso liberamente di ottenere aiuto andando in Svizzera perché possiedo i 10mila euro necessari e posso ancora andarci fisicamente – aveva raccontato Barbieri in un video precedente alla partenza –. Ma tutte le altre persone condannate a morire da una malattia che non possono perché non hanno i mezzi, perché sono sole o non hanno le informazioni, come fanno? Questa è un'altra grave discriminazione a cui lo Stato deve porre rimedio”.

Il viaggio verso la Svizzera

Sibilla Barbieri è stata accompagnata in Svizzera dal figlio e dall'ex senatore radicale Marco Perduca. Entrambi si autodenunceranno alla stazione dei carabinieri Roma Vittorio Veneto e rischiano fino a 12 anni di carcere. Anche Marco Cappato si autodenuncerà in quanto legale rappresentante dell'Associazione Soccorso Civile che ha organizzato e sostenuto il viaggio di Sibilla Barbieri. Ad accompagnarli Filomena Gallo, legale difensore e segretario nazionale dell'associazione.

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