Il deposito delle firme in Cassazione l’8 ottobre scorso per il referendum sull’eutanasia legale
Il deposito delle firme in Cassazione l’8 ottobre scorso per il referendum sull’eutanasia legale
di Elena G. Polidori Il suicidio assistito arriva in Aula alla Camera, ma i compromessi trovati nelle Commissioni (Giustizia e Affari Sociali) per portare il provvedimento al voto annacquano la proposta iniziale. Che partiva da ddl di attuazione della sentenza della Corte costituzionale del novembre 2019: contrario il centrodestra, a favore M5s e centrosinistra. Il testo va in Aula lunedì prossimo e i relatori individuati sono Alfredo Bazoli (Pd) e Nicola Provenza (M5s). Con una importante novità. Ieri, infatti, ieri è stato...

di Elena G. Polidori

Il suicidio assistito arriva in Aula alla Camera, ma i compromessi trovati nelle Commissioni (Giustizia e Affari Sociali) per portare il provvedimento al voto annacquano la proposta iniziale. Che partiva da ddl di attuazione della sentenza della Corte costituzionale del novembre 2019: contrario il centrodestra, a favore M5s e centrosinistra. Il testo va in Aula lunedì prossimo e i relatori individuati sono Alfredo Bazoli (Pd) e Nicola Provenza (M5s). Con una importante novità.

Ieri, infatti, ieri è stato approvato dalle commissioni un emendamento che prevede una "sanatoria". "Non è punibile – si legge – chiunque sia stato condannato per aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita". Ma tra le modifiche approvate ieri, ce n’è una molto discussa nelle scorse settimane: l’obiezione di coscienza. Un passaggio che, secondo i promotori del referendum sull’eutanasia, rappresenta "un frettoloso passo indietro rispetto alla sentenza della Consulta". Secondo Marco Cappato e Matteo Mainardi, siamo infatti davanti all’ennesima "occasione persa" della politica. Posizione condivisa dal deputato Riccardo Magi (+Europa) che parla di un testo "gravemente insufficiente; scopo dei partiti è portare in Aula un testo che rinvia scelte sui nodi non sciolti. Esito prevedibile: lo stesso del ddl Zan". Sul tema è intervenuto anche il segretario del Pd, Enrico Letta. "La politica non può voltarsi dall’altra parte, la norma di cui stiamo parlando non è omicidio del consenziente. "Mi aspetto un atteggiamento assolutamente non ideologico su questi temi. È una vicenda totalmente trasversale. Ci rendiamo conto di quello che la scienza e la medicina hanno cambiato? Non è immaginabile di dire a quelle persone ‘il tuo è un non problema’".

Uno dei nodi, si diceva, è quello dell’obiezione. "La dichiarazione dell’obiettore – si legge nell’emendamento – deve essere comunicata entro tre mesi dalla data di adozione del regolamento" di attuazione della legge, "al direttore dell’azienda sanitaria locale o dell’azienda ospedaliera, nel caso di personale dipendente". L’obiezione può essere revocata, ma nel testo della norma viene esclusa la sofferenza di natura solo psichica del malato.

Intanto, la Corte di Cassazione ha comunicato al Comitato promotore referendum eutanasia legale – presieduto dalla segretaria dell’associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo – la validità delle firme sul referendum per l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale sull’ "omicidio del consenziente".

Oggi lo stesso Comitato presenterà le proprie osservazioni sul titolo del referendum. Il prossimo passaggio sarà quello del giudizio di ammissibilità in Corte costituzionale.