Roma, 23 settembre 2020 - La procura della Figc apre un'inchiesta sul caso dell'esame per ottenere la cittadinanza italiana svolto a Perugia da Luis Suarez. Il capo della procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè, avrebbe chiesto anche gli atti dell'indagine della magistratura ordinaria di Perugia. L'ipotesi potrebbe essere la violazione ai sensi dell'art. 32 del codice della Figc che recita: "E' punibile chiunque provi direttamente o tenti di compiere o consenta che altri compiano atti volti a ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o alterati per eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di extracomunitari". Ieri sera il presidente della Figc Gabriele Gravina era intervenuto così sul caso Suarez: "Lasciamo lavorare la procura federale. Come già detto si sta esagerando, è venuto in Italia per completare il suo percorso di studi, ma non credo ci possano essere dubbi sul corso della nostra giustizia".

L'avvocato della Juve

Maria Turco, avvocato dello studio Chiappero che assiste la Juventus, ha rilasciato una lunga dichiarazione all'Ansa in cui ricostruisce il suo ruolo nella vicenda. "Nelle mie funzioni di legale ho messo in contatto Luis Suarez con l'Università per stranieri di Perugia", spiega. "Preciso - aggiunge la legale - che le mie parole captate con intercettazioni telefoniche sono riportate fuori contesto e in maniera incompleta: ho infatti espresso chiaramente la richiesta che la procedura avvenisse 'in presenza' e senza alcun tipo di trattamento di riguardo rispetto a qualsiasi altro candidato".

La Turco afferma poi come fosse la prima volta che seguiva una vicenda collegata alla certificazione di conoscenza della lingua italiana, requisito necessario per l'ottenimento della cittadinanza. Quel riferimento "ad altri calciatori" è quindi da interpretare "come un bagaglio di conoscenza procedurale da utilizzare per casi futuri, solamente laddove ce ne fosse la necessità", precisa l'avvocato. "Nessun accordo dunque. Nessuna trattativa. Semplicemente una presa d'atto", chiarisce.

Il legale della rettrice

Intanto parla il legale della rettrice dell'Università per stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli, indagata nell'inchiesta sulle presunte irregolarità nella prova di certificazione della lingua italiana: "La mia assistita è molto turbata ma fiduciosa che la sua posizione possa essere chiarita - ha detto l'avvocato David Brunelli all'Adnkronos -. Stiamo valutando l'opportunità di proporre richiesta di Riesame avverso il decreto di sequestro probatorio". Insieme al rettore, sono finiti sotto inchiesta Simone Olivieri, direttore generale dell'università, la direttrice per la certificazione linguistica Stefania Spina, l'esaminatore Lorenzo Rocca e l'impiegata Cinzia Camagna.

Reati contestati: anche concorso in corruzione

Concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio: c'è anche questo reato tra quelli contestati alla rettrice Giuliana Grego Bolli. È contenuto nell'avviso di garanzia inviatole dalla procura di Perugia. Nell'atto compaiono solo gli articoli del codice penale di riferimento dei reati, 110 e 319, e la data alla quale farebbe riferimento la presunta condotta illecita, settembre del 2020. Senza però alcuna descrizione dei fatti contestati.