Mario Draghi, 74 anni, durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio
Mario Draghi, 74 anni, durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio
Il governo Draghi ha messo a lavorare i tecnici (giuristi e costituzionalisti) per capire come procedere a uno scioglimento di Forza Nuova anche senza una sentenza della magistratura, pure se il premier preferibilmente auspica che la procura di Roma prenda provvedimenti per spianargli la via. "La questione è all’attenzione nostra e dei magistrati. Stiamo riflettendo", ha risposto Draghi a una specifica domanda. La "via maestra" che suggerisce la legge Scelba è, infatti, quella di decretare lo scioglimento di un movimentopartito neofascista solo dopo la sentenza di un magistrato. Si può operare...

Il governo Draghi ha messo a lavorare i tecnici (giuristi e costituzionalisti) per capire come procedere a uno scioglimento di Forza Nuova anche senza una sentenza della magistratura, pure se il premier preferibilmente auspica che la procura di Roma prenda provvedimenti per spianargli la via. "La questione è all’attenzione nostra e dei magistrati. Stiamo riflettendo", ha risposto Draghi a una specifica domanda. La "via maestra" che suggerisce la legge Scelba è, infatti, quella di decretare lo scioglimento di un movimentopartito neofascista solo dopo la sentenza di un magistrato. Si può operare anche senza, ma non è mai stato fatto, in precedenza.

Intanto, però, il caso Forza Nuova arriva in Parlamento. Mercoledì 19 ottobre la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, riferirà sugli scontri di sabato prima alla Camera e poi al Senato. Il 20 ottobre, a Palazzo Madama, si discuteranno le quattro mozioni presentate da Pd, M5s, Leu e Italia Viva per chiedere al governo lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste in base alla legge Scelba (la n. 645 del 1952). E, lo stesso giorno, ci sarà analoga discussione alla Camera, dove le mozioni sono altrettante. Ma in entrambi i rami del Parlamento ad arrivare primi sono stati i dem, cui gli altri partiti di sinistra (LeU e M5s) e centristi si sono solo accodati.

Solo che la divisione tra le forze politiche scoppia subito, diventa palese, e corre lungo il vecchio asse destrasinistra e pure fascismoantifascismo. Il centrodestra annuncia una mozione "contro ogni violenza e totalitarismo" e si chiede perché il Pd non voglia sottoscriverla. I dem ribattono che "qui si sta discutendo di Forza Nuova e di neofascisti, non di altro. Se non vi è chiara la matrice fascista ve la spieghiamo noi".

"Sento – ribatte il leader della Lega, Matteo Salvini – che c’è qualcuno che vuole mettere fuori legge forze politiche, ma chi parla di fascismo deve ricordarsi che proprio il fascismo nacque mettendo fuori legge chi non la pensava come loro". Per Salvini, improvvisato professore di Storia contemporanea, "fascismo e comunismo sono stati sconfitti dalla storia, non tornano più". Giorgia Meloni, dopo le polemiche relative alle sue parole sulla "matrice" degli scontri ammette che a Roma si può parlare di "fascismo", ma respinge ogni accusa di ambiguità sul tema. "A Roma – sottolinea la presidente di Fd’I – era Forza Nuova, certo, una matrice fascista, a Milano erano anarchici, di matrice antifascista. La violenza è sempre violenza o va condannata solo da una parte?". Per Forza Nuova, aggiunge la Meloni, "se ci sono gli strumenti per scioglierla, che la sciolgano!"

Per il segretario del Pd Enrico Letta, però, tali parole rappresentano una sorta di "equilibrismo" opaco. "Perché Salvini e Meloni non riescano a condannare e basta" la violenza fascista "senza fare distinguo o dire “ma anche“?", è la domanda. "Mi ha colpito molto – dice – il dibattito tra chi dice no alla violenza squadrista, ma no anche ad altro, e questo mi suscita angoscia e tristezza".

Ettore Maria Colombo