Una recente manifestazione contro la violenza alle donne (foto d’archivio)
Una recente manifestazione contro la violenza alle donne (foto d’archivio)
di Alberto Pieri A Messina, due calciatori di 18 anni indagati con l’accusa di aver abusato sessualmente di una ragazzina di appena 14 anni. A Savona, due ventenni finiti agli arresti domiciliari per lo stupro di una giovane appena maggiorenne, durante un compleanno. È una piaga che sembra non avere mai fine quella degli abusi sessuali nei confronti delle donne, anche giovanissime. Da Nord a Sud sono due le inchieste che in queste ore fanno rumore. In particolare quella in...

di Alberto Pieri

A Messina, due calciatori di 18 anni indagati con l’accusa di aver abusato sessualmente di una ragazzina di appena 14 anni. A Savona, due ventenni finiti agli arresti domiciliari per lo stupro di una giovane appena maggiorenne, durante un compleanno. È una piaga che sembra non avere mai fine quella degli abusi sessuali nei confronti delle donne, anche giovanissime. Da Nord a Sud sono due le inchieste che in queste ore fanno rumore. In particolare quella in Sicilia, arrivata a una svolta con l’avviso di conclusione delle indagini – l’atto che anticipa l’intenzione del pubblico ministero di chiedere il rinvio a giudizio degli indagati e non di volere procedere con la domanda di archiviazione – inviato a due calciatori dell’Acr Messina, squadra che gioca nel girone I del campionato di calcio di Serie D. I fatti contestati sarebbero avvenuti in pieno lockdown, nel novembre del 2020 nel rione della città dove i due calciatori e la vittima abitano. L’inchiesta era stata aperta dopo la denuncia presentata dal padre della ragazza. I due indagati sono i diciottenni Clemente Crisci, originario di Maddaloni (Caserta) e Carmine Cretella di Napoli, entrambi già maggiorenni da alcuni mesi all’epoca dei fatti contestati. Le indagini affidate a una sezione specializzata della squadra mobile della Questura puntano anche a identificare una terza persona che sarebbe rimasta coinvolta nella vicenda: è accusata di "avere impedito" alla ragazza di "uscire dalla stanza dove si trovavano". Nello stesso luogo dove, si legge nell’avviso di conclusione indagini, Crisci avrebbe "costretto" la minorenne a subire un abuso sessuale. La posizione di Cretella, secondo la ricostruzione della Procura di Messina, sarebbe sempre grave, frutto "di più azioni esecutive dello stesso disegno criminoso e commesse anche in tempi diversi", ma meno marcata rispetto al suo compagno di squadra.

A Savona, invece, è la stata la stessa ragazza a denunciare quanto avrebbe subito durante la festa di compleanno del fratello. Lui, ubriaco, si è addormentato e a quel punto i due arrestati, stranieri da tempo residenti in Italia, avrebbero iniziato a molestarla. Nonostante i ripetuti rifiuti da parte della giovane si è consumata la violenza. Nei giorni successivi la vittima ha trovato il coraggio di confidare l’accaduto a una sua amica, e in seguito a denunciare l’episodio alla polizia. I cellulari dei due sono stati sequestrati.