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22 mag 2022

Studente ustionato, bufera sulla scuola-lavoro

Grave un 17enne trasferito per le cure in Germania. Terzo incidente in 5 mesi, i sindacati: va rivista l’alternanza tra studio e aziende

22 mag 2022
giovanni rossi
Cronaca

di Giovanni Rossi

Studenti chiamati a mettersi in gioco, stagisti minorenni in ’allenamento’, oppure lavoratori camuffati non senza interesse dei datori di lavoro per il minor costo e il maggior profitto? Il terzo incidente grave del 2022 dal limbo dell’ex alternanza scuola lavoro – un 17enne altoatesino in prognosi riservata al centro grandi ustionati di Murnau, in Baviera, in seguito al ritorno di fiamma sviluppatosi in una carrozzeria di Merano – produce una polemica politica di motivata intensità. Trasformata in Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, oppure modulata nell’ambizioso Sistema duale scuola impresa, la chiamata di centinaia di migliaia di ragazzi alla conoscenza del mondo produttivo rinnova domande e suggerisce correttivi.

Il ragazzo ustionato per fortuna sta meglio. Non è più in pericolo di vita. Così come si salverà il cliente 36enne, a sua volta investito dalle fiamme, probabilmente generatesi – secondo inquirenti e vigili del fuoco – dal contatto tra i detergenti di un macchinario di pulitura e un cavo elettrico della carrozzeria (ora sotto parziale sequestro). Un inferno. Inaccettabile, dopo i due studenti morti di questo inizio 2022: Lorenzo Parelli a Udine (colpito da una putrella il 21 gennaio) e Giuseppe Lenoci a Fermo (il 14 febbraio in un incidente stradale). Lutti dolorosi seguiti ad altri tre decessi scolastici minorili tra il 2018 e il 2020 ancora a Udine, Montemurlo e Cuneo in situazioni di scuola lavoro. Senza contare i tanti feriti tra studenti e studentesse.

"Quanti altri incidenti e morti dovremo avere per cambiare il sistema? – chiede Tommaso Biancuzzi, coordinatore Rete Studenti Medi –. Abbiamo una proposta per cambiare integralmente il rapporto tra scuola e lavoro. Vogliamo luoghi sicuri, investimenti sugli ispettorati del lavoro, e che studenti e studentesse rimangano fuori dalla produzione. Dobbiamo imparare e formarci, non essere esposti a rischi e incidenti. Il Ministero ci convochi e intervenga subito". "È un sistema malato, volto solamente al profitto", accusa Luca Redolfi, coordinatore dell’Unione degli studenti. Ci saranno scioperi e mobilitazioni.

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi invia un pensiero affettuoso "al ragazzo di Merano", e invita a volare alto perché "i morti sul lavoro in questo paese sono troppi, il numero tollerabile è zero, non di più". Al tempo stesso rilancia la sfida, "perché è la scuola a ricucire e alzare il sistema delle competenze del nostro paese". In dirittura d’arrivo c’è "un accordo di sicurezza ulteriore col ministero del Lavoro". In ogni caso, basta furbate. "Sembra evidente che l’infortunio di Merano sia avvenuto in una situazione di lavoro “ordinario” e non di apprendimento in contesto lavorativo", denuncia la Cgil. "Non è più tollerabile la frequenza di questi incidenti", osserva la senatrice di LeU Loredana De Petris. "I percorsi scuola-lavoro vanno fatti bene, in sicurezza, sotto la supervisione di tutor scolastici e aziendali", argomenta Gabriele Toccafondi (Italia Viva). Risoluto il Pd: "I Pcto devono risolversi in esperienze di orientamento e apprendimento osservativo, a fianco di un tutor: non sono e non devono essere assimilati al lavoro".

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