Christian Martinelli, 49 anni, con la moglie Sara, da una foto del profilo Facebook
Christian Martinelli, 49 anni, con la moglie Sara, da una foto del profilo Facebook
di Valentina Rigano BUSTO ARSIZIO (Varese) La macchina che si ’ribella’ all’uomo, lo trafigge e lo uccide. È accaduto a Busto Arsizio (Varese), all’interno degli stabilimenti Bandera, un’azienda di costruzioni meccaniche dove ha perso la vita Christian Martinelli, 49enne di Sesto Calende, padre di due bambine di 7 e 8 anni e marito di Sara, che lo ha pianto davanti ai cancelli chiusi, prima di riuscire a parlare con colleghi e titolari. Meno di 48 prima, nello stesso identico modo, era morta Luana D’Orazio, mamma di Prato: qualunque sia la spiegazione a queste tragedie, non sarà mai abbastanza per...

di Valentina Rigano

BUSTO ARSIZIO (Varese)

La macchina che si ’ribella’ all’uomo, lo trafigge e lo uccide. È accaduto a Busto Arsizio (Varese), all’interno degli stabilimenti Bandera, un’azienda di costruzioni meccaniche dove ha perso la vita Christian Martinelli, 49enne di Sesto Calende, padre di due bambine di 7 e 8 anni e marito di Sara, che lo ha pianto davanti ai cancelli chiusi, prima di riuscire a parlare con colleghi e titolari. Meno di 48 prima, nello stesso identico modo, era morta Luana D’Orazio, mamma di Prato: qualunque sia la spiegazione a queste tragedie, non sarà mai abbastanza per restituire una vita spezzata.

"Mio marito era un gran lavoratore – racconta fra le lacrime, sotto choc, la moglie Sara –. Adorava viaggiare, guidare la sua motocicletta e trascorrere le giornate con la famiglia e gli amici. Amava la vita...". Ieri mattina intorno alle 9.40, il suo grido di dolore ha spezzato i colleghi, che hanno dato l’allarme. Mentre lavorava su una alesatrice, Christian è stato trascinato negli ingranaggi per un braccio, su fino alla schiena. La macchina dei soccorsi è mossa subito, ma era già troppo tardi. Quando automedica ed elisoccorso sono arrivati, Martinelli ha avuto un arresto cardiaco e, una volta volato a Legnano in ospedale, il suo cuore ha ceduto. Sua moglie, avvisata dal capoturno attorno alle 10 dell’incidente di Christian, che gli aveva lacerato il fianco, si è precipitata al pronto soccorso, ma non ha potuto neppure salutarlo.

Sconvolta ma determinata a capire, a fissare negli occhi chi ha condiviso gli ultimi attimi di vita con il suo Christian, accompagnata dalla suocera è andata sul luogo della tragedia. "Si lamentava che fossero in pochi, forse non assumevano", ha raccontato ai giornalisti visibilmente provata, "della sicurezza non si è mai lamentato". Poi Sara ha aggiunto: "I turni erano lunghi, ma per lui non era alla fine una cosa negativa, perché era appassionato del suo lavoro". La donna ha atteso che i cancelli che suo marito ha varcato per vent’anni si aprissero, e ha incontrato i suoi colleghi e i titolari dell’azienda.

Ora è chiusa nel suo dolore, alla ricerca delle parole giuste per spiegare alle sue figlie cosa è accaduto al loro papà. La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, nelle prossime ore potrebbero già esserci i primi indagati, e sequestrato il macchinario che ha provocato la morte di Martinelli, così pure l’autopsia.

Oggi la Bandera resterà chiusa per lutto, mentre a partire dalle 12 di domani le rappresentanze sindacali hanno annunciato una mobilitazione. Come ha spiegato Rino Carlo Pezone, della segreteria Fiom-Cgil di Varese, scioperi e manifestazioni dovranno servire a "sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che in subordine al protocollo Covid, per quanto importante, la sicurezza sul lavoro mancava ieri, manca oggi e mancherà domani". I sindacati, già ieri pomeriggio, hanno avuto un incontro con alcuni colleghi di Christian, "poi incontreremo chi ha lavorato in passato proprio su quella macchina", ha aggiunto il sindacalista.