I soccorritori impegnati nelle ricerche delle due donne uccise nei campi
I soccorritori impegnati nelle ricerche delle due donne uccise nei campi
di Marianna Vazzana e Carlo d’Elia Una donna disperata chiama il 112 alle 11.30 di venerdì e chiede ai carabinieri di soccorrere lei e una sua amica, investite da una mietitrebbia in mezzo a un campo di San Giuliano Milanese, a sud di Milano. La linea si interrompe. Scattano le ricerche, che vanno avanti per oltre un giorno. Fino a ieri sera, quando alle 19.50 affiorano due corpi senza vita. E anche se non sono stati ancora stati identificati, con tutta probabilità sono quelli di Hanan Nekhla, marocchina che avrebbe compiuto 32 anni il 28 luglio, e Sara El Jaafari,...

di Marianna Vazzana

e Carlo d’Elia

Una donna disperata chiama il 112 alle 11.30 di venerdì e chiede ai carabinieri di soccorrere lei e una sua amica, investite da una

mietitrebbia in mezzo a un campo di San Giuliano Milanese, a sud di Milano. La linea si interrompe. Scattano le ricerche, che vanno avanti per oltre un giorno. Fino a ieri sera, quando alle 19.50 affiorano due corpi senza vita.

E anche se non sono stati ancora stati identificati, con tutta probabilità sono quelli di Hanan Nekhla, marocchina che avrebbe compiuto 32 anni il 28 luglio, e Sara El Jaafari, connazionale di 28 anni. La vicenda ha i contorni confusi ma, da quanto trapelato, le salme avrebbero segni compatibili con un investimento da parte di un mezzo agricolo. Nessun veicolo sarebbe stato trovato nei paraggi ma sono in corso accertamenti per chiarire la dinamica anche con l’aiuto delle telecamere della Tangenziale ovest, a pochi passi dal punto del ritrovamento, che potrebbero aver ripreso elementi utili a risolvere il mistero.

Torniamo alla telefonata. A chiamare venerdì mattina da un cellulare sarebbe stata Sara El Jaafari che, ai carabinieri, non ha fornito le sue generalità. Parlava in lingua araba e, per comprenderla, è intervenuto un interprete: agitata, ha spiegato che lei e una sua amica erano state investite da una mietitrebbia. Che la sua amica era morta, mentre lei era gravemente ferita. La linea si è interrotta e il telefono non è più tornato raggiungibile.

I carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese hanno cominciato subito le ricerche con l’ausilio degli elicotteri del 118 e del 2° Nucleo elicotteri carabinieri di Orio al Serio, nella zona in cui era stato localizzato lo smartphone della donna: a Sesto Ulteriano, frazione di San Giuliano Milanese, in via Toscana, in aperta campagna. Nello stesso tempo hanno informato la Procura delle Repubblica di Lodi, per la localizzazione del telefono (risultato sempre spento). La Prefettura di Milano si è attivata col piano di ricerca persone scomparse, che ha coinvolto carabinieri, vigili del fuoco con unità cinofile e Protezione civile. Ieri alle 13 una parente di Hanan Nekhla ne ha denunciato la scomparsa. La giovane indossava un abito nero, sandali e una borsetta. Alle 19.50, in un campo di mais che costeggia la tangenziale Ovest, sono stati trovati i corpi delle due donne.

Che cosa ci facevano, in quel campo? È ancora da chiarire. Secondo quanto emerso, Hanan Nekhla viveva a Treviglio e si era spostata per far visita ad alcuni parenti in provincia di Varese, giovedì sera. Poi era uscita con Sara, che viveva a Milano, per trascorrere la serata con altri due giovani connazionali.

Resta da capire se le due donne stessero dormendo al momento dell’investimento o se, durante la serata, siano state consumate sostanze stupefacenti che potrebbero aver alterato la loro percezione.

(Ha collaborato Andrea Canali)