4 mar 2022

Stragi di mafia, svolta dopo 29 anni "È lei la ’biondina’ di via Palestro"

Bombe a Milano e Firenze, indagata grazie all’app per foto. I pm: "Posteggiò la Uno carica di esplosivo"

stefano brogioni
Cronaca
La distruzione in via Palestro a Milano. Nell’attentato del ’93 morirono tre vigili del fuoco, un poliziotto e un immigrato marocchino
La distruzione in via Palestro a Milano. Nell’attentato del ’93 morirono tre vigili del fuoco, un poliziotto e un immigrato marocchino
La distruzione in via Palestro a Milano. Nell’attentato del ’93 morirono tre vigili del fuoco, un poliziotto e un immigrato marocchino

di Stefano Brogioni Nel puzzle delle stragi mafiose del 1993, mancano alcune tessere. Le dichiarazioni dei pentiti e la sentenze di condanna non hanno ad esempio accertato chi, il 27 luglio, abbia guidato fino a via Palestro la Fiat Uno carica di esplosivo. La bomba di Milano devastò il Padiglione d’arte contemporanea e fece cinque vittime, come quella di Firenze, il 26 maggio precedente, aveva ammazzato e devastato gli Uffizi. Qualcuno vide una donna, guidare la Uno grigia, rubata in via Letizia Esposito: quella donna potrebbe avere un nome. E il puzzle delle stragi potrebbe completarsi di un’altra tessera, che forse renderebbe più comprensibile il quadro della stagione dell’attacco al cuore dello Stato. Cosa nostra venne aiutata da ’esterni’? Il presunto "autista" si chiama Rosa Belotti: mercoledì, i carabinieri del Ros di Firenze, coordinati dai pm Luca Turco e Luca Tescaroli, si sono presentati a casa sua, ad Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo, a cercare tracce del suo passato e dei suoi eventuali legami con gli attentati. Oggi la Belotti ha quasi 58 anni, ne aveva compiuti 29 quando l’Italia venne insanguinata dalle stragi della mafia e quando due testimoni videro "una donna di circa 30 anni, di bell’aspetto, slanciata e alta" scendere dalla Uno in via Palestro. È lei, la bionda dark lady? Per arrivare alla Belotti i carabinieri del Ros, guidati dal colonnello Giuseppe Colizzi, hanno usato anche un’applicazione che serve per comparare foto segnaletiche, dando una buona percentuale di compatibilità. Le immagini da confrontare erano quelle dell’identikit fatto sulla base delle indicazioni fornite dai testimoni di via Palestro e la foto segnaletica della donna pescata nell’archivio dei carabinieri di Bergamo, che il 4 luglio del 1992 finì in carcere per una storia di droga. Ma nel marzo 1993 tornò in libertà. Dall’inizio degli anni ’90, la Belotti ...

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