Erika (15 anni) e Salvatore (20) morti il 13 ottobre a Belpasso (Catania)
Erika (15 anni) e Salvatore (20) morti il 13 ottobre a Belpasso (Catania)

Roma, 15 dicembre 2019 - Jesolo, Cesena, Palermo, Catania, Cosenza. Dopo un’estate di sangue segnata da una preoccupante sequela di stragi notturne, sulle strade italiane i giovani continuano a morire. Tra ottobre e novembre il bilancio è stato di 79 incidenti gravi (35 al nord, 20 al centro e 24 al sud) nei quali hanno perso la vita 50 ragazzi e 166 sono rimasti gravemente feriti. In tutti i casi almeno uno dei conducenti aveva meno di 40 anni. Una situazione di rischio elevato che si è confermata nel primo fine settimana di dicembre. A lanciare l’allarme è l’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale (Asaps) che, visto l’aggravarsi del fenomeno, ha deciso di riattivare l’Osservatorio sulle cosiddette ‘Stragi del sabato sera’, sospeso nel 2015 quando grazie a campagne mirate e a un aumento dei controlli l’emergenza sembrava, ormai, arginata.

FOCUS / Sei morti in una notte

"Nel 2001 – ricorda il presidente Giordano Biserni – morirono 917 persone, in gran parte giovani e giovanissimi. Dopo una serie di interventi efficaci (patente a punti, distribuzione etilometri, campagne informative, leggi severe) si arrivò nel 2015 a poco più di 300 vittime, sempre tante ma in calo del 65%. Roba da andarne fieri per noi che siamo nati nel ’91, quando proprio le stragi del fine settimana furono lo start che diede vita all’Asaps. Poi dal 2018 abbiamo ricominciato a vedere il ripetersi degli incidenti delle notti del fine settimana con schianti plurimortali e tanti lenzuoli bianchi stesi sui corpi di giovanissimi sulle strade".

Se l’alcol resta il principale responsabile degli schianti all’uscita della discoteca, tra i fattori di rischio vi sono anche l’uso di droghe, il mancato rispetto delle regole, l’alta velocità in primis, la distrazione e i colpi di sonno. Fattori che spesso si sommano tra loro rendendo il ritorno a casa una roulette russa. Per l’Asaps alla base dell’incremento degli incidenti nelle 16 ore maledette che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica, vi è un "allentamento dei controlli".

Nell’assoluta latitanza di campagne contro l’abuso di alcol e l’uso di droghe, "il quadro – commenta Biserni – si completa con l’utilizzo indiscriminato dei cellulari alla guida sia in fonia che, ancor più, in messaggistica e navigazione web".