Una manifestazione dei familiari delle vittime di Viareggio in una foto d’archivio del 2017
Una manifestazione dei familiari delle vittime di Viareggio in una foto d’archivio del 2017
di Paolo Di Grazia "La strage di Viareggio poteva essere evitata e ci sono state colpe e negligenze gravissime. Ma queste non sono attribuibili a Mauro Moretti". Così il procuratore generale Pasquale Fimiani nella sua requisitoria che ha aperto ieri al ‘Palazzaccio’ di Roma il processo per Cassazione sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009 in cui persero la vita 32 persone. Per questo ha chiesto l’annullamento della sentenza a carico di Moretti con rinvio in Appello. Secondo il pg è però valida l’impalcatura accusatoria e la...

di Paolo Di Grazia

"La strage di Viareggio poteva essere evitata e ci sono state colpe e negligenze gravissime. Ma queste non sono attribuibili a Mauro Moretti". Così il procuratore generale Pasquale Fimiani nella sua requisitoria che ha aperto ieri al ‘Palazzaccio’ di Roma il processo per Cassazione sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009 in cui persero la vita 32 persone. Per questo ha chiesto l’annullamento della sentenza a carico di Moretti con rinvio in Appello.

Secondo il pg è però valida l’impalcatura accusatoria e la ricostruzione meticolosamente formatasi in due gradi di giudizio. Per questo ha chiesto il rigetto della maggior parte dei ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza di Appello dello scorso 20 giugno 2019. Di qui la richiesta di confermare non soltanto le pesanti condanne inflitte ai vari imputati tedeschi (il carro merci era di proprietà della Gatx e la revisione dell’assile che si ruppe era stata effettuata in un’officina di Hannover), ma anche contro alcuni ex top manager delle Ferrovie come Vincenzo Soprano (Trenitalia) e Michele Mario Elia (Rfi) che vennero condannati a 6 anni ciascuno. Responsabilità e negligenze evidenti secondo il Pg per non aver previsto una riduzione della velocità dei treni merci che trasportano merce pericolosa come il gpl o per non aver fatto accertamenti sulla tracciabilità di ogni componente del convoglio. Tutte colpe però non attribuibili secondo il pg Fimiani a Mauro Moretti: né come amministratore di Rfi, perché è rimasto in carica fino al 2006 e pertanto a suo avviso i suoi successori avrebbero dovuto mettere in atto tutti gli accorgimenti che potevano evitare l’incidente a Viareggio il 29 giugno 2009; e neppure come ad della holding Fs in quanto quest’ultima, secondo l’interpretazione del Procuratore generale, ha solo compiti di indirizzo.

"Mi è sembrata una requisitoria che ha colto i punti deboli della sentenza, accogliendo la nostra linea", ha detto l’avvocato Franco Coppi, difensore di Moretti. Disorientati, invece, di fronte a questa richiesta i familiari delle vittime che, per le misure anticontagio sono rimasti a Viareggio in costante collegamento facebook con i loro avvocati. "Questa richiesta ci lascia sconcertati – hanno detto – aspettiamo di vedere se la Corte l’accoglierà".

Il procuratore generale ha chiesto l’annullamento con rinvio in Appello per altri tre ex manager di Rfi, due dei quali (Giovanni Costa e Giorgio Di Marco) erano stati invece assolti in Appello dopo che erano stati condannati a sei anni in primo grado. Il terzo manager per cui l’accusa chiede il rinvio in Appello è Francesco Favo, che era stato condannato a 6 anni.

Oggi parleranno gli avvocati difensori degli imputati. E domani la sentenza.