I dubbi a suo carico provocarono un terremoto politico finito con la caduta del primo governo di Sebastian Kurz, e ieri l’ex leader dell’ultradestra austriaca, Heinz-Christian Strache (nella foto), è stato condannato per corruzione a 15 mesi di detenzione, con la condizionale. È la sentenza del tribunale di Vienna, nell’ambito del processo partito dal cosiddetto "Ibizagate", che portò alla crisi la coalizione di destra del primo governo di Sebastian Kurz. La Fpoe di Strache tolse la fiducia all’esecutivo, nelle primavera del 2019, dopo che il suo leader, vicecancelliere, era stato travolto dallo scandalo. Secondo il giudice non vi è alcun dubbio sulle accuse: il partito di Strache ha ricevuto delle somme di denaro da un amico imprenditore, proprietario di una clinica di chirurgia estetica privata, che avrebbe ottenuto in cambio la possibilità di accedere a fondi pubblici appena lui fosse arrivato al potere. Un accordo che il vice di Kurz rispettò, promuovendo la modifica di una legge quando arrivò a co-dirigere l’esecutivo alla fine del 2017.