Un giacimento minerario, scrigno di terre rare e uranio, è risultato decisivo per l’esito delle elezioni in Groenlandia vinte con ampio margine da un partito indipendentista finora all’opposizione. Inuit Ataqatigiit, questo il nome del partito, fondato nel 1975 e cresciuto anche puntando su un impegno ambientalista, ha ottenuto alle parlamentari di ieri il 37 per cento dei voti. In primo piano, durante la campagna elettorale, l’opposizione al progetto di sfruttamento sostenuto dall’amministrazione uscente. "Il popolo ha parlato" ha detto il capo di Inuit Ataqatigiit, Mute Bourup Egede, in un’intervista a Dr, emittente della Danimarca, il Paese che mantiene la sovranità sulla Groenlandia.