di Elena Comelli E’ terminata la "guerra dei vent’anni" tra Europa e Stati Uniti per la contesa Airbus-Boeing, e i due antichi alleati si riallinenano contro la Cina. Joe Biden, Ursula von der Leyen e Charles Michel hanno siglato una tregua che sa di pace. Per i prossimi 5 anni, i dazi imposti da entrambe le sponde dell’Atlantico su prodotti agricoli, formaggi, vino, biscotti...

di Elena Comelli

E’ terminata la "guerra dei vent’anni" tra Europa e Stati Uniti per la contesa Airbus-Boeing, e i due antichi alleati si riallinenano contro la Cina. Joe Biden, Ursula von der Leyen e Charles Michel hanno siglato una tregua che sa di pace. Per i prossimi 5 anni, i dazi imposti da entrambe le sponde dell’Atlantico su prodotti agricoli, formaggi, vino, biscotti e prodotti chimici sono sospesi, nell’attesa di trovare un accordo per chiudere definitivamente la questione della legittimità degli aiuti di Stato erogati ai rispettivi produttori di aeromobili.

"Si apre un nuovo capitolo nelle nostre relazioni: da un contenzioso alla collaborazione", ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che confida di trovare una soluzione entro dicembre. Con l’accordo, ha aggiunto la presidente, si compie "un passo importante nella risoluzione della controversia commerciale più lunga nella storia della Wto". L’intesa prevede una clausola per frenare la Cina. Le due parti si impegnano, infatti, a "lavorare insieme" per contrastare "l’ambizione cinese di costruire un settore dell’aviazione civile fuori dalle regole di mercato" e le sue pratiche che danneggiano la concorrenza. Katherine Tai, rappresentante Usa per il commercio, è stata chiara: "Mentre eravamo impegnati a farci la guerra, altri ne hanno approfittato".

L’accordo è un sollievo per il Made in Italy. Nel 2019 Trump impose 7,5 miliardi di dollari di dazi su alcune merci europee e l’anno dopo anche l’Ue fu autorizzata dalla Wto a fare lo stesso, imponendo 4 miliardi di dollari in dazi sulle merci provenienti dagli Stati Uniti. Il sistema di sanzioni ha colpito in primis il settore agroalimentare, particolarmente penalizzato in Italia e Francia. Le sanzioni hanno finito per danneggiare l‘export di diversi prodotti, come i formaggi italiani, che hanno registrato un calo del 21% nel 2020, e i vini francesi.