C’è un altro modo per abbattere le emissioni nell’atmosfera, cioè catturare e stoccare l’anidride carbonica. Come si fa? "Premetto che si tratta di una soluzione immaginabile per i grandi impianti che funzionano a carbone o a gas naturale, difficile applicarla a un’automobile. Il primo passo, appunto, è la cattura – spiega il professor Giovanni Lozza (foto), professore ordinario dei sistemi per l’energia e...

C’è un altro modo per abbattere le emissioni nell’atmosfera, cioè catturare e stoccare l’anidride carbonica.

Come si fa?

"Premetto che si tratta di una soluzione immaginabile per i grandi impianti che funzionano a carbone o a gas naturale, difficile applicarla a un’automobile. Il primo passo, appunto, è la cattura – spiega il professor Giovanni Lozza (foto), professore ordinario dei sistemi per l’energia e l’ambiente, e direttore del dipartimento di Energia del Politecnico di Milano –: si separa la Co2 dai gas di scarico per evitare che venga rilasciata nell’ambiente. L’anidride carbonica viene compressa e portata allo stato liquido. A questo punto inizia la seconda fase, cioè quella dello stoccaggio, che prevede due strade alternative".

Quali?

"Nel primo caso la Co2 viene immessa nei giacimenti di petrolio e di gas naturale iniettandola nel sottosuolo. Un procedimento che determina un vantaggio accessorio: il materiale in entrata spinge il greggio verso il pozzo, riattivando la produzione".

Siamo sicuri che l’anidride carbonica resti lì e non torni prima o poi nell’atmosfera?

"Se quel luogo ha custodito petrolio o gas naturale per qualche milione di anni, lo stesso accadrà con la Co2".

L’altra opzione?

"Scaricarla nelle falde acquifere a una profondità superiore ai duemila metri. A contatto con acqua e rocce, infatti, l’anidride carbonica mineralizza, diventando ad esempio calcare. Anche in questo caso non sembrano esserci rischi di risalita in atmosfera".

Sono metodi già sperimentati?

"Il primo è consolidato, si adotta in diverse parti del mondo; il secondo si pratica su larghissima scala. Ed esistono progetti pilota per una decarbonizzazione massiccia che hanno già prodotto qualche successo".

Quanto tempo occorre per avviare un processo di questo tipo?

"Basta predisporre l’impianto per la cattura di anidride carbonica. Non serve più tempo rispetto ai tre anni necessari per costruire una grande centrale elettrica".

Che, però, costerà di più.

"Si stima il 50-60% in più. Se una centrale di mille megawatt costa circa un miliardo di euro, parliamo di 500 o 600 milioni".

Antonio Del Prete