"Cari, sto bene e in buona salute, spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell’università di Bologna, mi mancate tanto, più di quanto io possa esprimere in poche parole". È un passaggio di una lettera di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto da inizio febbraio, recapitata alla sua famiglia. Ne dà notizia la rete di attivisti ‘Patrick Liberò. "Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima". Il giovane studente è stato arrestato quasi cinque mesi fa (era il 7 febbraio) e da allora si trova nel carcere di Tora al Cairo, la capitale del suo Paese, incolpato di non si sa bene quali malefatte contro il regime di Abdel Fattah al Sisi. Zaki, nato da una famiglia borghese copta a Mansoura, 120 chilometri dalla capitale, dal settembre scorso si era guadagnato un master europeo all’Università di Bologna, diventando studente in Italia. Dopo aver brillantemente superato un esame complicato, era rientrato in Egitto dalla sua famiglia per una breve vacanza-premio, purtroppo tramutatasi in un incubo.