La manovra raddoppia lo stipendio ai sindaci metropolitani e lo aumenta in modo sensibile (dal 16 all’80%, a seconda del numero di abitanti) a quelli dei Comuni delle Regioni a statuto ordinario. Una misura richiesta a gran voce, e da tempo, da tanti amministratori e dall’Ance, l’associazione dei primi cittadini italiani, sempre più compressi tra l’aumento delle responsabilità e la scarsità dei fondi a disposizione e delle proprie paghe, soprattutto quando si...

La manovra raddoppia lo stipendio ai sindaci metropolitani e lo aumenta in modo sensibile (dal 16 all’80%, a seconda del numero di abitanti) a quelli dei Comuni delle Regioni a statuto ordinario. Una misura richiesta a gran voce, e da tempo, da tanti amministratori e dall’Ance, l’associazione dei primi cittadini italiani, sempre più compressi tra l’aumento delle responsabilità e la scarsità dei fondi a disposizione e delle proprie paghe, soprattutto quando si parla di municipi medio-piccoli (nella foto d’archivio, una protesta dei sindaci). Il termine di paragone sono i governatori di Regione, che godono di un trattamento economico migliore.

Nel testo della bozza approvata ieri in Consiglio dei ministri, infatti, si legge che l’indennità di queste figure amministrative "può essere incrementata, in misura graduale per ciascuno degli anni 2022, 2023 e in misura permanente a decorrere dall’anno 2024, sulla base del trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni".

Gli aumenti saranno del 100% per i sindaci metropolitani con percentuali a calare per gli altri Comuni in base al numero dei residenti. L’incremento sarà dell’80% per i sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e per i primi cittadini dei Comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore a 100mila abitanti. E poi ancora, una busta paga più pesante del 70% ai sindaci dei Comuni capoluogo di provincia con popolazione sotto i 100mila abitanti; del 45% per gli amministratori dei municipi con oltre 50mila abitanti e così via. I primi cittadini con popolazione da 30.001 a 50mila abitanti si vedranno aumentare lo stipendio del 35%; quelli che guidano enti abitati da un numero di persone compreso tra 10.001 a 30mila abitanti avranno un incremento del 30% e poi a scendere fino al 16% in più guadagnato dagli amministratori dei piccoli Comuni fino a 3.000 abitanti. In totale, per finanziare la misura, sono disponibili 100 milioni per il 2022, 150 milioni per il 2023, 220 milioni a decorrere dal 2024.

L’ex ministro Francesco Boccia, responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale dem, esulta: "Aver inserito questa norma anche in manovra è un atto di correttezza e civiltà per l’impegno e le responsabilità dei sindaci. Una battaglia che il Pd ha fatto propria, raccogliendo le proposte dei territori e depositando il testo in commissione".