7 mar 2022

Il reportage: statue coperte e messe nei bunker. Così Leopoli si prepara alle bombe

Il Cristo ligneo al sicuro come nella Seconda Guerra mondiale. La popolazione prega e aspetta il peggio

salvatore garzillo
Cronaca
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La statua del Cristo Salvatore della cattedrale armena di Leopoli portato al sicuro

Nell’ovest dell’Ucraina Cristo si è fermato a Leopoli ed è nascosto in un bunker. Al momento è al riparo ma nessuno è in grado di dire per quanto. I volontari lo hanno rimosso dall’altare della cattedrale armena nel centro della città e lo hanno trasportato in spalla in un luogo sicuro su ordine del dipartimento per la protezione del patrimonio storico. È la lunga via crucis dell’arte ucraina minacciata dalla possibile incursione russa, diventata sempre più concreta dopo il bombardamento di ieri dell’aeroporto di Vinnytsia, a circa 300 chilometri da Leopoli, considerato un posto sicuro fino a qualche giorno fa. La distanza dalle bombe si sta riducendo e, in attesa dell’incubo, la città si sta organizzando come può, nascondendo i capolavori nei rifugi e affidandosi a rotoli di pluriball per proteggere le statue che non possono essere rimosse. Per il resto si può solo pregare ed è quello che i cittadini continuano a fare senza sosta. Una preghiera di resistenza, una preghiera attiva, che passa per azioni concrete come stipare cibo e beni di prima necessità nelle sagrestie delle chiese, come sta avvenendo da giorni in quella dei Santi apostoli Pietro e Paolo. A sinistra della lunga navata risalente al XVII secolo, c’è un’ala dedicata alle vittime registrate dall’inizio della guerra, che non è cominciata il 24 febbraio scorso ma nel 2014. Al di fuori dell’Ucraina sono in tanti a dimenticarlo, anzi molti non lo sanno neppure. Per chi entra non c’è pericolo di ignorarlo, ai piedi della croce c’è un cimitero di colpi di mortaio, bombe esplose, cartucciere e proiettili che hanno segnato il percorso di sangue degli ultimi 8 anni. Grandi pannelli pieni di foto delle vittime ricordano a tutti che i morti non sono solo numeri. Tra loro non mancano i ritratti di tanti bambini, danni collaterali ...

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