Piero

Degli Antoni

Dallo star system allo star fermi. Dalla posizione di diva a quella sul divano. La Paltrow s’è impoltrita. O forse no. Ha annunciato che lascia il cinema, "mi sono disamorata della recitazione". Rinunciare a una carica, a un privilegio, al denaro, contiene in sé un’aura di decadente grandezza. È pur vero che spesso nel cinema ci si alza all’alba e si finisce a notte inoltrata, che bisogna sottoporsi a ore di trucco estenuante e a interminabili pause, ma insomma il mestiere qualche vantaggio lo offre: al ristorante non si prenota, all’aeroporto si salta la coda, nelle foto ti tolgono le rughe. Senza contare le cifre iperboliche che si incassano con un paio di mesi di lavoro, abbondante ricompensa per l’obbligo di recitare certe sceneggiature scritte in evidente stato di incapacità di intendere e volere. Insomma l’annuncio di abbandonare le scene a 48 anni (la Garbo lo fece a 36) desta un senso di sgomenta ammirazione, tipo Cincinnato. Forse il fatto di aver interpretato ultimamente solo sommi e raffinati capolavori d’autore come due film della serie Avengers e, non contenta, pure di Spiderman, potrebbe aver accelerato il processo di languido distacco. Scopriamo così che l’estenuante tedio del travet può colpire anche le stelle dello spettacolo, e che la noia uggiosa dello sportello bancario può aggredire anche chi è abituato a calpestare tappeti purché rossi. Grande rispetto per chi ha il coraggio di ammetterlo. Ciak, buona l’ultima.