Milano, 5 ottobre 2021 - Ha chiesto di rientrare in aeroporto, forse per un’avaria del motore, ma non ha lanciato alcuna segnalazione di emergenza. Gli uomini della sala radar di Linate si sono accorti che il Pilatus Pc-12, l’aereo da turismo con otto passeggeri precipitato domenica a San Donato Milanese su una palazzina in costruzione, pochi minuti dopo la partenza stava virando verso destra in modo anomalo. In quel momento hanno ricevuto dal pilota, il magnate romeno Dan Petrescu, 68 anni, una comunicazione, una frase tipo "little deviation (piccola deviazione, ndr)", ma senza il motivo o allarmi specifici. Subito dopo, però, lui stesso avrebbe chiesto un "vettore", cioè uno spazio per rientrare verso l’aeroporto. Ma dopo meno di un minuto, la traccia è sparita dal radar e l’aereo ha...

Milano, 5 ottobre 2021 - Ha chiesto di rientrare in aeroporto, forse per un’avaria del motore, ma non ha lanciato alcuna segnalazione di emergenza. Gli uomini della sala radar di Linate si sono accorti che il Pilatus Pc-12, l’aereo da turismo con otto passeggeri precipitato domenica a San Donato Milanese su una palazzina in costruzione, pochi minuti dopo la partenza stava virando verso destra in modo anomalo. In quel momento hanno ricevuto dal pilota, il magnate romeno Dan Petrescu, 68 anni, una comunicazione, una frase tipo "little deviation (piccola deviazione, ndr)", ma senza il motivo o allarmi specifici. Subito dopo, però, lui stesso avrebbe chiesto un "vettore", cioè uno spazio per rientrare verso l’aeroporto. Ma dopo meno di un minuto, la traccia è sparita dal radar e l’aereo ha iniziato a scendere in picchiata, quando era già partito il blocco momentaneo del traffico su Linate come previsto in casi del genere.

Il pilota: sto deviando e chiedo rientro

Tra le varie ipotesi al vaglio di inquirenti e investigatori, oltre al malore del pilota e all’errore umano, c’è anche lo "stallo del motore", possibilità considerata da un ingegnere aeronautico dell’ Enac (Ente nezionale dell’aviazione civile) che si occupa del caso, sulla base dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, in cui si vede il velivolo precipitare ad altissima velocità con il muso a 90 gradi e in pratica andare a disintegrarsi sull’edificio. Da quel video, i cui fotogrammi dovranno essere analizzati dalla polizia scientifica, non risulterebbe però la circostanza del motore in fiamme, di cui hanno parlato invece con gli investigatori alcuni testimoni oculari residenti nella zona.

Ieri i pm Paolo Filippini e Mauro Clerici, che insieme al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano coordinano l’inchiesta per disastro colposo, hanno acquisito un lungo elenco di documenti necessari per cercare il senso di una tragedia che ha provocato la morte di otto persone, compreso un bimbo di nemmeno due anni: dai registri di volo al piano di manutenzione annuale dell’aereo costruito in Svizzera e con motore canadese, fino alle registrazioni audio delle comunicazioni con la sala radar. Alle indagini collabora anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei voli (Ansv), i cui tecnici dovrebbero curare in particolare l’analisi della scatola nera, per la quale è necessario uno specifico software di decriptazione dei dati.

Gli inquirenti, che ieri hanno effettuato un altro sopralluogo nell’area dove il jet privato si è schiantato, dovranno nominare anche un consulente esperto di disastri aerei, che attraverso l’analisi dei dati tecnici estrapolati, compresi quelli della scatola nera, possa poi ricostruire il più precisamente possibile la dinamica e le cause del disastro che ha cancellato due famiglie, anche per l’accertamento di eventuali responsabilità pur tenendo conto che proprietario e pilota del velivolo era lo stesso Petrescu, deceduto insieme a tutti gli altri passeggeri. L’Ansv, in base ai protocolli operativi, potrà acquisire intanto, senza la necessità di dover ricorrere a rogatorie dell’autorità giudiziaria, informazioni e dati dalla società svizzera che ha prodotto l’aereo e da quella canadese che ha realizzato il motore, oltre che documenti in Romania relativi alla proprietà, per chiarire se fosse in capo a Petruscu come persona fisica o attraverso una società da lui controllata.

Stando ai primi accertamenti, il Pilatus Pc-12 sarebbe arrivato a Linate il 30 settembre. E durante la sosta nello scalo milanese (parte riservata ai voli privati) non sarebbe stato sottoposto ad alcun intervento manutentivo né avrebbe fatto rifornimento di carburante. Sempre a Linate, intanto, è stato creato in aeroporto uno spazio dove vengono ricevuti i parenti delle vittime. Per procedere con i riconoscimenti ufficiali, infatti, saranno necessarie le comparizioni del Dna, dopo che gli investigatori hanno lavorato anche per tutta la mattina di ieri nel tentativo di recuperare i resti delle vittime.