Cortina, 7 novembre 2021 - Si torna a sciare, Cortina fa da apripista. Riaperto oggi l'impianto di Col Gallina, al passo Falzarego (2mila metri). Alle dieci del mattino  ci sono già trecento sciatori. “Oltre le attese – riconosce al telefono Sonia Menardi, portavoce della società Ista che gestisce anche Pomedes, Focol e Pie’ Tofana –. All’80% sono italiani. Ho visto anche stranieri, ad esempio tedeschi. C’è una grandissima voglia di tornare a sciare. Si vede già oggi, con l’apertura di un solo impianto con una sola pista...”. 

Ma quali sono le cose indispensabili? Ecco le regole di sicurezza imposte dalla pandemia da Covid 19.

Seggiovie aperte


Non serve il green pass nel caso di seggiovie senza copertura come Col Gallina al passo Falzarego riaperto oggi. C’è invece l’obbligo di indossare la mascherina. La capienza, da decreto, può raggiungere il 100%.
“Questo impianto – spiega Menardi – è sempre  il primo a RIaprire a Cortina, perché qui al passo più facile che nevichi. Aiutati anche dalle basse temperature, prima e dopo la neve naturale che ha raggiunto i 55 centimetri, siamo riusciti a sparare anche quella artificiale”.

Seggiovie chiuse, cabinovie e funivie


In questo caso le regole da decreto anti Covid19 diventano più severe. Obbligo di mascherina, green pass, capienza ridotta all’80%.

E sono invece aperte le seggiovie in 200 impianti sui 450 gestiti dal consorzio Dolomiti superskiche gestisce  890 piste per 1.200 chilometri, la destinazione sciistica più grande del mondo.  La stagione ufficiale, dopo l'anticipo di oggi, partirà sabato 27 novembre. Il 4 dicembre saranno in funzione tutti gli impianti. 
 

Prezzi 


“Se sono aumentati? Questo ancora è difficile da dire – fa sapere la portavoce della società Ista –. Ancora non sta funzionando lo stagionale. La prevendita degli skipass di base, quelli di Cortina, inizia solo dal 12 novembre. Intanto stiamo facendo giornalieri di società, che sono aumentati dall’anno scorso di un euro”. 

 

Valle d'Aosta

I primi impianti del versante italiano delle Alpi occidentali a mettersi in moto sono stati quelli del Breuil, nel comprensorio del Cervino, in Valle d’Aosta, il 16 ottobre scorso. Un battesimo della neve con 2.000 appassionati nel weekend, che ha fatto da apripista a una stagione che segna il ritorno degli sciatori sulle piste dopo il lungo ed estenuante digiuno pandemico. È il risveglio della montagna, un comparto che come ha ricordato il ministro Roberto Garavaglia vale 10 miliardi.  Nelle prossime settimane le stazioni valdostane apriranno una dopo l’altra, fino al 2 dicembre, quando gran parte delle strutture saranno operative, da Courmayeur a La Thuile, passando per il Monte Rosa

Rebus vaccini

“Il tema sono i vaccini non riconosciuti dall’Unione Europea e dal nostro servizio sanitario: anche su questi aspetti abbiamo aperto delle interlocuzioni in commissione Turismo. Peraltro è una questione che non riguarda solo la montagna, ma anche le città d’arte. Vediamo cosa si può fare, se si può lavorare per riconoscere comunque una copertura vaccinale o, altrimenti, per potenziare il sistema dei tamponi per i turisti che vengono dall’estero”. Lo propone  è la proposta di Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale ai Beni culturali e al Turismo della Val d'Aosta.

In Europa

L’Austria ha messo  in ‘lockdown’  i non vaccinati anche sulle piste da sci. Da lunedì 8 novembre, infatti, chi non è immunizzato in Austria non potrà più accedere a ristoranti, movida, hotel, sport, eventi culturali e sarà escluso dalle iniziative del tempo libero. Mentre la Francia di Emmanuel Macron ha previsto l'obbligo di mascherina per chi sale nelle telecabine e fa la fila per prendere 
seggiovie o ski-lift nelle stazioni sciistiche. Il premier Jean Castex ha poi annunciato che si dovrà avere anche il Green pass se il tasso di incidenza nazionale supererà i 200 casi per 100.000 abitanti. Secondo il protocollo, sarà imposto anche un distanziamento nelle file, mentre una volta seduto sulla seggiovia lo sciatore potrà togliere la mascherina.