È polemica tra Stefano Bonaccini (foto) e Vincenzo De Luca sul vaccino russo Sputnik V. Il presidente dell’Emilia-Romagna stigmatizza la decisione del suo compagno di partito, e governatore della Campania, di prenotare l’acquisto del siero russo prima che arrivi l’autorizzazione dell’Ema o dell’Aifa. Una decisione contro la quale si...

È polemica tra Stefano Bonaccini (foto) e Vincenzo De Luca sul vaccino russo Sputnik V. Il presidente dell’Emilia-Romagna stigmatizza la decisione del suo compagno di partito, e governatore della Campania, di prenotare l’acquisto del siero russo prima che arrivi l’autorizzazione dell’Ema o dell’Aifa. Una decisione contro la quale si è schierato anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. "Nessuna regione italiana può acquistare vaccini senza l’autorizzazione di Ema o Aifa", ha attaccato Bonaccini a Mezz’ora in più, su Rai 3. "Se una Regione acquistasse da sola" i vaccini, ha aggiunto, "credo che il generale Figliuolo chiederebbe che i sieri in arrivo vengano suddivisi per tutti gli italiani. Siamo una nazione, non venti piccole patrie".

Il governatore si è poi chiesto: "Chi ha introdotto il vaccino per i professori universitari? Quando si decise di vaccinare il personale scolastico, nel piano vaccinale di dicembre. Noi ora sospendiamo, prima terminiamo gli ultra80enni poi terminiamo i professori universitari".

Per il presidente dell’Emilia Romagna è poi "scandaloso che chi deve tutelare la propria vita e quella degli altri, a partire da medici e infermieri, resti al suo posto se non si vaccina. Può non esserci l’obbligo, ma quella persona deve andare a svolgere altra mansione". E sui vaccini, sprona, "dobbiamo avere capacità produttiva e non essere sempre a traino di multinazionali di altri paesi. Si riesca in pochi mesi o meno, non è che una volta sconfitta la pandemia, il virus terminerà di circolare, dal prossimo anno avremo bisogno di vaccinare le persone con i richiami. Vincere la sfida della produzione nazionale nei prossimi anni farà la differenza".