Ieri lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha chiuso in lieve rialzo, salendo a 95,4 punti base rispetto ai 93 di venerdì scorso. Un dato che comunque si mantiene vicino ai minimi del 2015 e si avvicina lentamente al minimo storico (24 punti al tempo del governo Prodi) da quando c’è l’euro. In compenso risulta in calo di 2,6 punti il rendimento dei titoli...

Ieri lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha chiuso in lieve rialzo, salendo a 95,4 punti base rispetto ai 93 di venerdì scorso. Un dato che comunque si mantiene vicino ai minimi del 2015 e si avvicina lentamente al minimo storico (24 punti al tempo del governo Prodi) da quando c’è l’euro. In compenso risulta in calo di 2,6 punti il rendimento dei titoli decennali, sceso allo 0,506%.

I dati economici positivi per i conti dell’Italia vengono attribuiti da tutti i commentatori alla fiducia legata all’incarico affidato a Mario Draghi per la formazione del nuovo governo.

Secondo l’ad di Intesa, Carlo Messina, "un governo Draghi, che può accelerare la crescita del nostro Paese e aumentare le riforme per avere una crescita sostenibile nel futuro, può portare lo spread a 50-60 punti, in linea con il Portogallo". "Questo – ha aggiunto Messina in un’intervista a Bloomberg – sarà molto positivo per il settore bancario ma anche per tutta l’Europa, non solo per l’Italia".

Tanto è vero che ieri la Borsa ha chiuso in rialzo di quasi l’1,5% trainata proprio dai titoli bancari. Naturalmente sulle quotazioni hanno inciso le aspettative su future fusioni e acquisizioni, ma resta il fatto che l’intero settore appare di nuovo appetibile proprio per le aspettative sull’operato del prossimo governo Draghi.

Sempre secondo Messina le priorità del nuovo governo dovrebbero essere "un’accelerazione della crescita del Pil, riforme e un piano per usare i fondi di Next Generation EU". Cioè una spinta all’economia del Paese che dovrebbe avere riflessi positivi su tutti i soggetti economici. "Il nostro Paese – ha detto Messina – ha fondamentali molto forti". Per l’ad di Intesa è importante lavorare a una crescita "inclusiva" e un altro tema da affrontare è quello "della sostenibilità del debito nel futuro".