Coronavirus, folla ai tavolini dei bar a Padova
Coronavirus, folla ai tavolini dei bar a Padova

Roma, 20 maggio 2020 - Impazza la movida da Padova a Bologna, da Palermo a Verona. Ma già oggi tornano a salire i contagi con l’incremento dei casi totali che è quasi raddoppiato, passando dai 451 di lunedì agli 813 di ieri. Anche per questo, il ministro per le autonomie Francesco Boccia mette le mani avanti e ribadisce che in caso la curva riprendesse a salire si dovrà necessariamente provvedere a nuove chiusure. Che per quanto riguarda i confini regionali saranno di esclusiva competenza dello Stato.

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Una circolare del capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi ai prefetti ha chiarito ieri che non potranno essere i governatori a decidere: "A decorrere dal 3 giugno 2020 – è scritto – gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali, adottati in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree".

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E’ un avvertimento a governatori come quella della Campania, Vincenzo de Luca, che ha rivendicato la decisione sul se e quando aprire. "E’ sicuro – ha detto Boccia – che il 3 giugno si riaprirà la mobilità infra-regionale. E sicuramente le Regioni che avranno un rischio medio-basso potranno avere la possibilità di scambiarsi i cittadini all’interno dei propri confini. Decideremo guardando i dati".

A preoccupare diversi governatori e sindaci è intanto la ripresa di una movida senza regole. Già nei giorni scorsi il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, si era detto "preoccupato per le immagini della folla a Bergamo alta". E lunedì in molte città è scattato il ’liberi tutti. In Veneto in diverse città – da Padova a Verona a Treviso – parecchi giovani hanno affollato il centro e sono anche ripresi in video e foto. Questo ha fatto infuriare il governatore Zaia. "Ci sono arrivate – ha detto ieri – decine di foto e video dei centri delle nostre città con movida a cielo aperto. Non ho nulla contro le feste, ma il divieto di assembramenti e l’uso della mascherina sono la conditio sine qua non, i salva vita per la tutela dei cittadini". "In 10 giorni – ha avvertito – io vedo i contagi: se aumentano, richiuderemo bar, ristoranti, spiagge, e torneremo a chiuderci in casa con il silicone". Stessa musica anche a Palermo in quartieri come la Vucciria. "Bisogna finirla con le passegiate inutili tutti nello stesso posto: non vorrei essere costretto a chiudere aree della città", ha avvertito il sindaco Leoluca Orlando. A Palermo la questura ha avviato da ieri uno stretto monitoraggio e così ha annunciato che farà il prefetto di Padova, Sergio Giordani.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha fatto appello "alla responsabiltà dei sigoli". Molti giovani lunedì hanno festeggiato anche nel centro di Bologna. Attorno a mezzanotte un centinaio chiaccherava con birre e cocktail nella zona di via Irnerio, altrettanti nella zona della movida di piazza Verdi e in quella di via Petroni e al Pratello. "Cari ragazzi – ha scritto il sindaco Virginio Merola – abbiamo bisogno della vostra energia positiva. Riapriamo, ma vorrei fosse chiaro che non si torna alla vita normale. Dobbiamo contare sulla vostra responsabilità anche nella movida, date l’esempio".