La movida è uno dei problemi della fase 2 (Ansa)
La movida è uno dei problemi della fase 2 (Ansa)

Roma, 29 maggio 2020 - Contraria agli spostamenti da una regione all’altra, prudente ma con qualche concessione. Loredana Sarmati è professore associato all’Università di Roma Tor Vergata e presidente Simit Lazio, Società italiana malattie infettive.

Professoressa Sarmati, ci concediamo finalmente un viaggio?
"Non so se siamo arrivati al momento giusto per aprire a tutti in maniera indiscriminata, personalmente ho dei dubbi. In questi giorni si discute di aprire a tutte le regioni d’Italia, io sono per le limitazioni, in particolare nei trasferimenti verso quelle regioni che sono ancora gravate da numeri elevati nei contagi".

Ma perché tante esitazioni nel ripristinare un certo grado di mobilità? 

"Perché ci sono regioni che viaggiano sotto i cinquanta casi al giorno, altre che vanno ben oltre cento casi, dal punto di vista delle conseguenze fa una certa differenza. Sono del parere che si debba aspettare, occorre limitare gli spostamenti nei riguardi di determinate regioni in maniera mirata, guardando bene all’andamento dell’epidemia".

Le misure hanno avuto effetto, cosa stiamo aspettando?
"Non dico di tenere a freno tutte le regioni, ma di aprire o tenere chiuso in contesti precisi, sostanzialmente penso che occorrano limitazioni in Lombardia e Piemonte. La mia sensazione è che il virus non sia cambiato. Abbiamo superato un picco, vediamo pochissimi casi, ma andiamoci piano a dire che il virus si è attenuato, ho i miei dubbi".

Contro la movida senza freni ci vuole la polizia?
"Questo no, i giovani stanno riprendendo spazi della loro vita, molti di loro sono ancora spaventati. Ma se allentiamo le misure sarà difficile riprendere in mano la situazione".

Preoccupata per una seconda ondata?
"Penso che l’aumento della temperatura di questi giorni giochi a nostro favore, questo, come tutti gli altri virus respiratori, ha bisogno del freddo, ha bisogno di varie condizioni concomitanti, ma che piega prenderà? Penso però che possiamo stare tranquilli. Ad esempio i bambini dovrebbero poter tornare a scuola, in classi meno affollate, vanno riconquistati spazi di normalità anche per loro".

Quindi, senza abbassare la guardia, lei ammette un ritorno alla normalità?
"In qualche modo sì, cercando di essere rispettosi dobbiamo ancora stare attenti, per un tempo che non sarà infinito. Salire sui mezzi meno affollati, con indosso le mascherine. Anche la ripresa dei voli aerei ritengo vada incoraggiata, i passeggeri sono responsabilizzati, si sottopongono al termoscanner. Ci sono i portatori inconsapevoli del virus, ma la vita va ripresa altrimenti rischiamo grosso. Mio marito, che è dentista, dice che se andiamo avanti così non sarà il Covid a ucciderci, ma rischiamo poi di morire di fame".