Il ministro Speranza (Ansa)
Il ministro Speranza (Ansa)

Roma, 4 dicembre 2020 - Cominciano a scendere, a ritmi non sostenuti ma rassicuranti, i numeri del Coronavirus. "L'indice Rt è passato in 5 settimane da 1,7, un dato molto preoccupante, a 0,91 oggi, che non significa scampato pericolo, ma che le misure adottate hanno prodotto effetti. È una notizia importante: siamo finalmente sotto l'1, è il primo segnale, non è finita. Ora dobbiamo continuare con misure che ci consentano di non vanificare gli sforzi fatti". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al 9° healthcare summit del Sole 24 Ore.  

Oggi i  cambi di colore delle Regioni 

Riguardo alle ultime misure previste dal Dpcm il ministro aggiunge: "Ho sentito parlare di linea dura o morbida, ma per me è una linea necessaria se vogliamo fermare un'ipotetica terza ondata, se vogliamo aiutare medici e infermieri a gestire una pressione ancora molto forte". E da quanto emerge dal Rapporto Censis 2020, gli italiani sostanzialmente approvano la stretta decisa dal governo in vista delle festività natalizie.

"La situazione dà segnali incoraggianti", ha continuato Speranza, ricordando che "con le misure prese nelle ultime settimane abbiamo provato a piegare la curva senza un lockdown generalizzato. Ma se molliamo rischiamo immediatamente di rimetterci in una situazione di grande difficoltà. Per questo siamo costretti a chiedere ancora qualche sacrificio: non è bello per chi governa, sarebbe bello dire che si può tornare alla normalità, ma non diremo la normalità alle persone".

 "L'obiettivo è evitare una nuova fase di recrudescenza del virus a inizio del nuovo anno: basta poco per ripiombare in una situazione difficile, lo abbiamo visto nei mesi estivi, abbassando la soglia di attenzione e del rispetto delle regole. Ora dobbiamo evitare che le prossime settimane, in particolare durante la pausa natalizia, possano essere un nuovo momento che ci rimette in difficoltà", ha concluso Speranza.