9 feb 2022

Speranza firma: via le mascherine all’aperto

Draghi impone la svolta, da venerdì bocca e naso coperti solo se ci sono assembramenti. Dal 31 marzo niente protezioni anche al chiuso

giovanni rossi
Cronaca
Il ministro della salute Roberto Speranza, 43 anni
Il ministro della salute Roberto Speranza, 43 anni
Il ministro della salute Roberto Speranza, 43 anni

di Giovanni Rossi Gli italiani respirano. È più di una svolta. A livello sanitario ma soprattutto emotivo. Da dopodomani, venerdì 11 febbraio, cade l’obbligo di mascherina all’aperto. Il dispositivo di protezione non dovrà più essere indossato salvo nelle situazioni di rischio. Basterà averlo con sé. All’aperto andrà infatti utilizzato solo "laddove si configurino assembramenti o affollamenti". Ma in pratica è un liberi tutti. E con formula piena per bambini di età inferiore ai sei anni; persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina; persone che devono comunicare con disabili; sportivi in attività. Queste specifiche categorie sono infatti totalmente esentate dal dispositivo. Fiutata l’aria, verificata la curva (101.864 contagi, percentuale positivi-tamponi al 10,2%, saldo ricoveri negativo sia nei reparti ordinari, -338, sia nelle terapie intensive, -47), Mario Draghi – in accordo con i suoi consulenti – invita il ministro della Salute Roberto Speranza ad agire. L’ordinanza ministeriale coincide con un’altra giornata da oltre 400 morti (415 per l’esattezza, frutto anche di 83 decessi dei giorni precedenti), ma Speranza, solitamente molto cauto, approva convintamente il cambio di passo. Lo fa nonostante alcune regioni del Sud denuncino numeri in aumento: perché se è vero che le vittime sono tante – coda luttuosa della precedente fase epidemica – è altrettanto vero che il virus ormai circola meno, come succede in altri paesi Ue dove l’allentamento delle misure è già operativo. L’Italia non può e non vuole restare indietro. "Credo che questo rappresenti un segnale di fiducia per il Paese", commenta il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Il provvedimento in vigore da venerdì vale fino al 31 marzo, giorno in cui scadrà anche lo stato di emergenza. È la data cerchiata in rosso in tutti i calendari. Quella che, se non ci saranno controindicazioni, spazzerà via anche l’obbligo di mascherina al chiuso. Così se a fine ...

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