Per Fondazione Gimbe il Green Pass non dovrebbe servire nei piccoli locali pubblici
Per Fondazione Gimbe il Green Pass non dovrebbe servire nei piccoli locali pubblici
Il punto interrogativo è sempre lo stesso: bar e ristoranti. Tutto il resto sembra abbastanza chiaro o quasi; estendere l’uso del Green pass – ora indispensabile per partecipare a eventi pubblici e cerimonie, accedere alle Rsa, per gli spostamenti sul nostro territorio tra regioni di colori diversi e, naturalmente, per viaggiare all’estero – per tutte quelle attività a rischio assembramento. È questo il ‘modello italiano’ di cui il governo discuterà la prossima settimana assieme alla richiesta degli scienziati di rendere obbligatorio il lasciapassare anche per il personale scolastico: prima in cabina di regia, poi nel consiglio dei ministri che varerà il decreto con le nuove regole. Studiate, sulla scia delle decisioni prese dal presidente Macron in Francia, per scongiurare nuove chiusure di fronte all’avanzata delle varianti Covid e spingere i più riottosi a...

Il punto interrogativo è sempre lo stesso: bar e ristoranti. Tutto il resto sembra abbastanza chiaro o quasi; estendere l’uso del Green pass – ora indispensabile per partecipare a eventi pubblici e cerimonie, accedere alle Rsa, per gli spostamenti sul nostro territorio tra regioni di colori diversi e, naturalmente, per viaggiare all’estero – per tutte quelle attività a rischio assembramento. È questo il ‘modello italiano’ di cui il governo discuterà la prossima settimana assieme alla richiesta degli scienziati di rendere obbligatorio il lasciapassare anche per il personale scolastico: prima in cabina di regia, poi nel consiglio dei ministri che varerà il decreto con le nuove regole. Studiate, sulla scia delle decisioni prese dal presidente Macron in Francia, per scongiurare nuove chiusure di fronte all’avanzata delle varianti Covid e spingere i più riottosi a vaccinarsi.

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Come ottenere il Green pass e cosa fare se non arriva

Basta una dose per il Green Pass?

No. Fino a oggi, il Green pass nel nostro Paese era rilasciato già quindici giorni dopo la prima dose di vaccino. Secondo il copione in via di definizione, invece, per averlo bisognerà aver ricevuto anche la seconda dose, come nella maggior parte degli Stati europei, e sarà valido per nove mesi. Si può ottenere la certificazione anche se si è guariti dal Covid, ma la validità è di sei mesi. Resta comunque la possibilità di sottoporsi al tampone per ottenere il lasciapassare, ma in questo caso la durata è di solo di due giorni: insomma, chi non si vaccinerà per non essere escluso dalla vita sociale dovrà farne a raffica.

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l lasciapassare servirà anche per i trasporti?

Sì. A differenza di quanto accade ora, sarà sempre necessario mostrare il certificato verde per i mezzi pubblici a lunga percorrenza (aerei, treni, navi) anche nel nostro Paese: siccome l’iter dei controlli dei passeggeri richiederà tempo, si sta valutando se e come introdurre l’obbligo per il trasporto locale. Diversi i tavoli aperti tra Ministero delle infrastrutture e prefetture per trovare la quadra.

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Cosa cambierà per cinema e teatri?

Se tutto va come previsto, per entrare in un cinema, in un teatro, ma anche in una sala da concerto, d’ora in poi bisognerà esibire la certificazione verde. Un cambio di passo rispetto alla situazione attuale, ma, come nota il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, le nuove regole potrebbe servire se non a raddoppiare la capienza delle strutture (finora il limite è 500 spettatori nei locali chiusi, 1.000 all’aperto) comunque ad ampliarla. Stesso discorso per le discoteche: quando riapriranno sarà necessario esibire il lasciapassare.

Il pass servirà solo per gli stadi?

Non solo per andare allo stadio o ai palazzetti dello sport: anche per frequentare palestre e piscine servirà esibire il Green pass: ovvio che per evitare di fare un giorno sì e l’altro pure il tampone, l’unica via da percorrere per gli amanti dello sport dovrebbe essere d’ora in poi quella della vaccinazione.

Queste regole varranno per bar e ristoranti?

Sin qui poche contestazioni. La tempesta si addensa quando si parla di ristoranti e bar. Il ministro della Salute spinge per rendere obbligatorio il Green pass nei locali pubblici quanto meno al chiuso. La Lega è fortemente contraria, anche fra i cinquestelle ci sono moltissimi dubbi: la mediazione di Forza Italia prevede di rendere obbligatorio il lasciapassare per i locali in zona arancione o rossa. In alternativa, per far digerire il giro di vite, circola l’idea di rendere gratuiti i tamponi.

Cosa rischia chi trasgredisce?

Nell’ultima bozza di decreto messa a punto dagli addetti ai lavori, scatteranno cinque giorni di chiusura per i gestori dei luoghi pubblici che infrangono le nuove regole e 400 euro di multa per i clienti sprovvisti di certificazione verde. Ridotti a 260 se la sanzione viene pagata entro il quinto giorno

E se questo giro di vite saltasse?

Cosa sarà nel dettaglio il Green pass obbligatorio lo capiremo solo la settimana prossima. È chiaro però che, se non dovesse passare la stretta, si tornerebbe alle zone gialle e, dunque, al coprifuoco dopo una certa ora. Ma tutti al governo sono già consapevoli che il certificato verde senza un potenziamento della vaccinazione e un ritorno a comportamenti più cauti servirà a ben poco.