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24 mag 2022

Sparò e uccise un civile disarmato Ergastolo per il sergente russo

Shishimarin, 21 anni, è il primo militare di Mosca condannato per crimini di guerra. La vittima era in bicicletta

24 mag 2022
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo condannato dalla giustizia ucraina per crimini di guerra:. ha confessato di aver sparato a un civile disarmato
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo condannato dalla giustizia ucraina per crimini di guerra:. ha confessato di aver sparato a un civile disarmato
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo condannato dalla giustizia ucraina per crimini di guerra:. ha confessato di aver sparato a un civile disarmato
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo condannato dalla giustizia ucraina per crimini di guerra:. ha confessato di aver sparato a un civile disarmato
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo condannato dalla giustizia ucraina per crimini di guerra:. ha confessato di aver sparato a un civile disarmato
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo condannato dalla giustizia ucraina per crimini di guerra:. ha confessato di aver sparato a un civile disarmato

Nessuna clemenza, nessuna attenuante. Tutto come ci si attendeva dall’inizio del processo. È stato condannato all’ergastolo – il massimo di pena previsto dall’ordinamento giuridico ucraino – il sergente Vadim Shishimarin, il primo soldato russo processato per crimini di guerra in Ucraina. Il sottufficiale, 21 anni, si è dichiarato colpevole dell’uccisione di Oleksandr Shelipov, un civile disarmato di 62 anni colpito alla testa nel villaggio di Chupakhivka nella regione di Sumy, lo scorso 28 febbraio. Nel corso del processo, che si è svolto davanti al tribunale distrettuale di Kiev, Shishimarin si è scusato con la vedova della vittima, Kateryna Shalipova, dicendole che riconosceva la sua colpa e chiedendole di perdonarlo. "Non volevo uccidere", sono state queste le parole del sergente, mentre il suo avvocato difensore, Viktor Ovsiannikov, ha dichiarato alla corte che Shishimarin ha sparato dopo essersi rifiutato per due volte di eseguire l’ordine.

Il pubblico ministero, Andriy Synyuk, ha replicato che gli argomenti della difesa non cambiavano l’essenza del caso. "Sono sinceramente pentito. Ero nervoso in quel momento, non volevo uccidere... Però è successo", ha insistito Shishimarin. Il soldato è stato riconosciuto colpevole di aver sparato diversi colpi con un fucile d’assalto alla testa della vittima che era su una bicicletta. Doveva obbedire agli ordini del suo superiore, è stata la strategia della difesa, che ha ricordato come un ufficiale gli avesse detto di sparare all’uomo che in quel momento stava parlando al telefono e che avrebbe potuto fornire informazioni sulla loro posizione. Shishimarin e altri militari russi si trovavano a bordo di un’auto e stavano scappando dalle forze ucraine.

"Si merita l’ergastolo per aver ucciso mio marito", era stata la risposta della Shalipova, che aveva aperto alla possibilità di lasciare libero il soldato solo nell’ambito di uno scambio di prigionieri "con i difensori di Mariupol" in modo da salvare "i nostri ragazzi", ovvero i combattenti ucraini evacuati dalle acciaierie Azovstal. ll caso, che fa riferimento a un fatto avvenuto durante la fase iniziale della guerra, è solo il primo di una lunga serie di potenziali crimini di guerra che la giustizia ucraina vuole giudicare il prima possibile, come ha fatto intendere la procuratrice generale, Iryna Venediktova. Quest’ultima ha inoltre reso noto che ci sono una quarantina di altre vicende che la magistratura vuole prendere in esame nei prossimi giorni. Stando ad esperti rilanciati dal quotidiano britannico The Guardian, arrivare a sentenza così rapidamente, ancora nel pieno di un conflitto, non è comune e presenta dei rischi di potenziali violazioni delle convenzioni di Ginevra sul diritto umanitario internazionale.

La vicenda del sergente Shishimarin potrebbe non essere ancora arrivata al capolinea giudiziario. Il soldato russo intende fare appello contro il verdetto di condanna, ha detto il suo avvocato. Da par suo Il Cremlino segue con apprensione la sorte del sottufficiale "Siamo naturalmente preoccupati per le sorti del nostro cittadino – ha detto il portavoce Dmitry Peskov nell’ambito di alcune dichiarazioni riportate dalla Cnn –. Non abbiamo molte opportunità di proteggere i suoi interessi sul posto poiché a Kiev le istituzioni straniere in realtà non hanno attività". Ma, ha aggiunto, "questo non significa che non valuteremo la possibilità di fare tentativi attraverso altri canali".

red. est.

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