di Antonio Lecci NOVELLARA (Reggio Emilia) Non si sospetta solo il sequestro di persona dietro la "sparizione" di Saman Abbas, la diciottenne pachistana abitante a Novellara, nel Reggiano, che da inizio maggio non risulta rintracciabile. Secondo gli investigatori ci sarebbero elementi che fanno ipotizzare l’omicidio. È questa la nuova pista dei...

di Antonio Lecci

NOVELLARA (Reggio Emilia)

Non si sospetta solo il sequestro di persona dietro la "sparizione" di Saman Abbas, la diciottenne pachistana abitante a Novellara, nel Reggiano, che da inizio maggio non risulta rintracciabile. Secondo gli investigatori ci sarebbero elementi che fanno ipotizzare l’omicidio. È questa la nuova pista dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Laura Galli. Forse l’ipotesi di un epilogo tragico della vicenda è in piedi già dalla prima fase delle indagini, da inizio maggio, quando i carabinieri hanno avuto sospetti di fronte all’assenza di tutta la famiglia Abbas dall’abitazione di via Colombo, dove i militari erano recati per notificare degli atti.

Probabilmente non si sono voluti dare possibili vantaggi agli indagati, svolgendo accurati accertamenti prima di ufficializzare una così grave ipotesi di reato. Da subito non ha convinto la "sparizione" della giovane, ma soprattutto la contemporanea partenza da Novellara dei suoi genitori, del fratello e di uno zio, senza alcun preavviso, neppure ai datori di lavoro, nell’azienda in cui il capofamiglia svolge da anni pure il ruolo di custode. Gli indagati, nel fascicolo aperto alla Procura reggiana, sarebbero i familiari della ragazza. Per ora, però, non v’è alcuna certezza assoluta: non è escluso che Saman possa essere ospite di qualche parente, magari all’estero, dove già si era recata in passato. E neppure è stato trovato il cadavere. La speranza di un esito felice della vicenda, però, sembra ridotta al lumicino. Sulla vicenda potrebbero aver pesato le "nozze combinate" fallite a dicembre in Pakistan, a cui Saman si era opposta, ottenendo l’accoglienza in una struttura protetta nel Bolognese e la denuncia penale a carico dei genitori.