Le ricerche di Saman Abbas nelle campagne di Novellara
Le ricerche di Saman Abbas nelle campagne di Novellara
C’è un nuovo video negli atti della procura. Immagini che riprendono Saman Abbas, la diciottenne scomparsa da più di un mese, uscire di casa con alcuni degli indagati e non fare più ritorno. È un documento chiave, perché quella sarebbe l’ultima volta in cui viene vista la ragazza pachistana ancora viva. In base a queste immagini gli inquirenti hanno avviato l’indagine per omicidio e occultamento di cadavere a carico di cinque persone: il padre della ragazza, la madre, lo zio e i due cugini. Solo loro vengono ripresi dalle telecamere in quelle giornate di fine aprile. Nessun altro. La diciottenne pachistana di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, secondo gli inquirenti sarebbe stata uccisa e seppellita nelle campagne dietro casa, vicino all’azienda agricola dove tutta la famiglia...

C’è un nuovo video negli atti della procura. Immagini che riprendono Saman Abbas, la diciottenne scomparsa da più di un mese, uscire di casa con alcuni degli indagati e non fare più ritorno. È un documento chiave, perché quella sarebbe l’ultima volta in cui viene vista la ragazza pachistana ancora viva. In base a queste immagini gli inquirenti hanno avviato l’indagine per omicidio e occultamento di cadavere a carico di cinque persone: il padre della ragazza, la madre, lo zio e i due cugini. Solo loro vengono ripresi dalle telecamere in quelle giornate di fine aprile. Nessun altro.

La diciottenne pachistana di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, secondo gli inquirenti sarebbe stata uccisa e seppellita nelle campagne dietro casa, vicino all’azienda agricola dove tutta la famiglia lavorava. Non si tratta quindi delle riprese in cui si vedono tre uomini che si dirigono nei campi alle sette di sera con in mano due vanghe e un piede di porco. Ma di materiale nuovo, che darebbe la certezza dell’avvenuto omicidio da parte dei parenti della giovane.

Nelle ultime ore è emerso poi un nuovo dettaglio. Pare che un minorenne, coinvolto nella vicenda, abbia fornito una versione dei fatti alla procura dei minori di Bologna. Le sue dichiarazioni tuttavia non sarebbero ancora state acquisite dalla procura di Reggio, che a oggi basa l’intera indagine esclusivamente sulle immagini video prese dalle telecamere della cascina in campagna a Novellara. Risulta invece esserci la richiesta di un incidente probatorio rispetto alla testimonianza di un minore: un passaggio formale che servirebbe proprio a cristallizzare le parole di questa persona informata sui fatti e acquisirle nel fascicolo d’indagine principale. Parole che per ora, però, non comparirebbero nelle carte degli inquirenti reggiani.

Il minorenne potrà probabilmente raccontare molto di quei 24 giorni che vanno dall’11 aprile, quando Saman ha lasciato la comunità bolognese, al 5 di maggio, il momento in cui ufficialmente iniziano le indagini dei carabinieri di Novellara per omicidio e occultamento di cadavere. Sono 5 gli indagati per cui è richiesta la custodia cautelare: padre, madre, zio e due cugini (di cui uno già fermato in Francia ma non ancora interrogato, Ikram ljaz).

Ciò che è possibile ricostruire di quelle tre settimane lo si deve al fiuto di un carabiniere, senza il quale probabilmente non esisterebbe alcun ‘caso Saman’. Si tratta del maresciallo della stazione di Novellara, un uomo esperto dell’Arma, che ha cercato di proteggere la diciottenne, convincendola a cercare una nuova comunità.

Le date. L’11 di aprile Saman esce dalla comunità bolognese e risulta che ci sia una denuncia di allontanamento volontario a suo carico. E non è la prima volta: in altri due casi, nei 4 mesi precedenti, Saman era uscita dal regime di protezione ed era scattata la denuncia. Questa volta però la ragazza non torna. Passa qualche giorno e vengono avvertiti i carabinieri di Novellara, che vanno a controllare a casa dei genitori. Siamo attorno al 20-21 aprile e Saman è lì, viva e vegeta. L’esperto maresciallo le parla, la ascolta, la cerca di convincere a farsi aiutare. Lei, confusa come e più di tutte le adolescenti della sua età, dice di essere tornata a casa per recuperare dei documenti e poi, probabilmente, andarsene. Ma intanto il maresciallo percepisce il pericolo e la convince: entrerà in un nuovo progetto di protezione.

Avverte così i servizi sociali dell’Unione Bassa reggiana, che si mettono in moto. Dopo una decina di giorni, precisamente il 3 di maggio, gli assistenti sociali si presentano alla porta della famiglia Abbas. Ma a quel punto è già troppo tardi: la cascina nelle campagne di Novellara, adiacente all’azienda agricola dove tutta la famiglia lavorava, è già stata abbandonata. Gli inquirenti presumono che Saman sia stata uccisa appena 4 giorni prima, quella sera del 29 aprile in cui le telecamere hanno ripreso tre uomini uscire in campagna armati di pale e piede di porco. Il corpo di Saman è ancora introvabile.