di Antonio Lecci e Daniele Petrone NOVELLARA (Reggio Emilia) Tre persone che tengono in mano due pale, un secchio con un sacchetto azzurro, un piede di porco e un altro attrezzo. Scompaiono alle 19.15 nei campi per poi riapparire oltre due ore e mezza dopo, alle 21.50. Una scena ripresa dalle telecamere nella zona dell’abitazione di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa da quasi un mese da Novellara, nella Bassa in provincia di Reggio Emilia. La giovane aveva denunciato la madre e il padre nell’ottobre scorso perché volevano combinarle un matrimonio nel Paese d’origine. Una possibile svolta arriva da questo filmato che agli occhi dei carabinieri – i quali hanno acquisito le immagini al fine delle ricerche – è diventato subito un horror. Sulla base di questo la Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio. Ad oggi ci sono tre indagati: i genitori...

di Antonio Lecci

e Daniele Petrone

NOVELLARA (Reggio Emilia)

Tre persone che tengono in mano due pale, un secchio con un sacchetto azzurro, un piede di porco e un altro attrezzo. Scompaiono alle 19.15 nei campi per poi riapparire oltre due ore e mezza dopo, alle 21.50. Una scena ripresa dalle telecamere nella zona dell’abitazione di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa da quasi un mese da Novellara, nella Bassa in provincia di Reggio Emilia. La giovane aveva denunciato la madre e il padre nell’ottobre scorso perché volevano combinarle un matrimonio nel Paese d’origine. Una possibile svolta arriva da questo filmato che agli occhi dei carabinieri – i quali hanno acquisito le immagini al fine delle ricerche – è diventato subito un horror.

Sulla base di questo la Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio. Ad oggi ci sono tre indagati: i genitori della ragazza, che nel frattempo sono tornati in Pakistan, e lo zio. I volti che appaiono nel video sono ancora da identificare. Per gli inquirenti, Saman è stata uccisa. Di lei non si hanno notizie almeno dal 5 maggio, quando i carabinieri si presentano alla porta di casa per notificarle un atto. La giovane non c’è. E nessun altro della famiglia. Gli investigatori si rivolgono all’azienda agricola dove lavora il padre Shabbar come custode e scoprono che hanno lasciato l’Italia senza preavviso. Un comportamento non da loro. "Dopo qualche tentativo, mi ha risposto al telefono dicendo che c’erano stati problemi gravi di salute della sorella in Pakistan e che sono dovuti partire d’urgenza. Ma mi aveva pure assicurato che sarebbero tornati entro il 20 maggio, in tempo per l’avvio della raccolta dei cocomeri. Ma ora è irrintracciabile. Altre volte erano partiti, ma mi hanno sempre avvertito", ha confidato il datore di lavoro.

E la figlia? Conoscendo la sua storia, i carabinieri nutrono il sospetto. Saman il 27 ottobre scorso, quando ancora era minorenne, si era rivolta ai servizi sociali del Comune denunciando le nozze forzate. C’erano già i biglietti aerei pronti, datati 17 novembre per volare in patria il 22 dicembre per sposare un cugino. Ma gli assistenti intervengono e portano la ragazza in una comunità del Bolognese. Sotto regime di protezione resterà per cinque mesi. L’11 aprile (con la maggior età raggiunta il 18 dicembre) decide di tornare a casa dai suoi a Novellara, nonostante il maresciallo del paese che aveva seguito il suo caso glielo sconsigliasse (avrebbe potuto restare, per legge, fino ai 21 anni in accoglienza). "Devo andare a prendere dei documenti", risponde lei insistendo. Difficile sapere se qualcuno l’abbia spinta a rientrare.

Il 5 maggio però i carabinieri non la trovano. E, unitamente al viaggio improvviso dei genitori in Pakistan, pensano al sequestro di persona. Ma sulle liste d’imbarco alla Malpensa ci sono solo i nomi di mamma e papà. Di Saman nessuna traccia. Cercano allora in Belgio dove nel giugno 2020 si era allontanata per un breve periodo, nel suo momento di ribellione alle imposizioni integraliste islamiche – come dimostra anche una foto di lei in comunità senza velo e con un filo di innocente trucco – ma niente da fare anche qui. Scattano allora le indagini serrate. E si arriva al video che lascia presagire un terribile destino e che spalanca l’ipotesi dell’omicidio.

Le ricerche – con tanto di unità cinofile coi cani molecolari e dei vigili del fuoco nei canali d’irrigazione – nella vasta zona agricola attorno all’abitazione non hanno sortito risultati, ma continuano. Mentre la Procura ha chiesto una rogatoria avviando i canali di cooperazione internazionale per rintracciare i familiari. Infine i carabinieri che continuano a visionare filmati per ore e ore. In attesa di altri indizi di quanto, purtroppo, tutti ormai temono, dai cittadini ai politici che ieri si sono mobilitati. Dal leader della Lega, Matteo Salvini che ha chiamato il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli per avere aggiornamenti e chiedere il maggior impegno possibile a trovarla. Fino alla sindaca di Novellara, Elena Carletti (figlia di Beppe, dei Nomadi) che ha invitato la comunità – in tutte le sue diverse espressioni religiose, dai sikh induisti ai musulmani fino ai cristiani – a partecipare stasera in piazza per una fiaccolata. Per accendere la speranza che le prove di un sospetto destino terribile non arrivino mai. E che Saman sia viva da qualsiasi parte del mondo.