4 apr 2022

Spari contro la movida Massacro in California

Sei morti, 9 feriti. Da un’auto partono 70 colpi di fucile su bar e ristoranti. Online i video della strage. Non esclusi attentato terroristico o guerra fra gang

giampaolo pioli
Cronaca
Chiusa l’area attorno all’incrocio fra la Decima Strada e K Street
Chiusa l’area attorno all’incrocio fra la Decima Strada e K Street
Chiusa l’area attorno all’incrocio fra la Decima Strada e K Street

di Giampaolo Pioli

Un massacro in pieno centro, in una notte di spari e sangue, fra i giovani con i drink in mano. E negli Stati Uniti torna al centro del dibattito il tema delle troppe armi in circolazione. Sacramento, capitale della California: 15 secondi di follia, 70 colpi di grosso calibro, almeno 6 morti e 9 feriti, alcuni in condizioni disperate. Il numero è stato confermato da Darrel Steinberg, sindaco della città.

Autore della strage un uomo che, con un fucile semi automatico, ha fatto fuoco sulla gente che trascorreva il weekend nel cuore della movida, tra bar e ristoranti. Subito sui social si sono diffusi video agghiaccianti, con le tragiche immagini delle persone in fuga all’incrocio fra la Decima strada e K street, poco dopo le 2 del mattino locali di ieri (le 11 del mattino in Italia). Un vero mattatoio. Peggio: un indiscriminato poligono di tiro. Per ora senza un perché.

Il killer (non è chiaro se avesse dei complici) ha sparato a raffica dall’interno di un’auto che viaggiava a velocità ridotta davanti ai locali. La caccia all’uomo è scattata subito e proseguita nelle ore successive: Sacramento è in stato di massima allerta, diversi blocchi della città sono ancora off limits. Gli investigatori non escludono nulla, compresa la pista terroristica, anche se poco prima in uno dei bar diventato bersaglio degli spari era scoppiata una rissa. Potrebbe trattarsi anche di una vendetta fra gang o di un regolamento di conti fra gruppi che si contendono il mercato della droga, che in quella parte di Sacramento abbonda. Anche l’FBI è stata mobilitata immediatamente.

Nel tentativo di aiutare la polizia nell’individuazione del killer, molti giovani che avevano filmato la scena hanno subito concesso il permesso alle televisioni locali e nazionali di poter trasmettere le loro immagini. Kathy Lester il nuovo capo della polizia di Sacramento – che ha fatto della tolleranza zero nei confronti dei detentori di armi illegali il suo slogan principale – ha lanciato l’allarme sulla pericolosità del killer e dei suoi eventuali complici: ancora super armati, potrebbero colpire di nuovo oppure procurarsi ostaggi per coprire la fuga. La polizia si appresta a lanciare una forte taglia sul killer.

Per la California l’ennesima alba tragica, su un tema (quello delle armi) dibattuto ormai da troppo tempo. Diverse vetrine di ristoranti e bar sono andate in frantumi lungo un’area di quasi due isolati. Il luogo del massacro, all’incrocio fra la Decima strada e K street,si trova a pochi metri dal Golden One Center, lo stadio di basket dei Sacramento Kings, squadra di Nba.

Anche il mese scorso a Sacramento c’era stata una sparatoria, con altri cinque morti. La capitale della California sembra essere diventata una delle città più violente d’America.

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