Napoli, 10 maggio 2019 - E' stato individuato e fermato il presunto responsabile del raid punitivo di venerdì scorso in piazza Nazionale, a Napoli, durante il quale è rimasta ferita una bambina di 4 anni, la piccola Noemi. L'uomo che avrebbe aperto il fuoco si chiama Armando Del Re, 28 anni: a catturarlo sono stati i carabinieri. A essere arrestato - questa a volta a Nola, nel Napoletano - è anche il fratello Antonio, suo complice, che ne avrebbe coperto le tracce aiutandolo a fuggire in Toscana. I due sarebbero i figli di un capo-clan camorristico: il padre Vincenzo, detto 'la Pacchiana', è detenuto per traffico di droga in quanto ritenuto legato al clan Di Lauro di Secondigliano.

L'ARRESTO - Armando Del Re, che risiede nel quartiere Monterosa (tra Scampia e Secondigliano), è stato arrestato in provincia di Siena, a Raspolano Terme, in un autogrill sulla statale Siena-Bettolle, mentre stava andando a svolgere un colloquio in carcere con uno dei familiari detenuti, forse proprio il padre. Scortato da carabinieri, polizia e guardia di finanza, Del Re è stato trasferito nel carcere di Santo Spirito di Siena, a disposizione della magistratura competente, dopo aver trascorso alcune ore dopo il fermo nella caserma dell'Arma senese dopo il fermo. Il 28enne, secondo quanto appreso, potrebbe restare nel penitenziario di Siena solo per poche ore, per essere poi trasferito in carcere a Napoli. Quanto al movente del raid, le indagini sono ancora in corso: tra Del Re e Salvatore Nurcaro, il pregiudicato bersaglio dell'agguato, ci sarebbe "un problema legato a motivo economici, ma è anche vero che i due sono vicini a due clan contrapposti: i Mazzarella e i Rinaldi".


L'arresto di Armando Del Re (Ansa)
LA DINAMICA - La piccola era rimasta gravemente ferita durante il raid in piazza Nazionale dopo essere stata colpito da un proiettile da guerra, un 'Full metal jacket', che le aveva perforato un polmone, provocando una grave insufficienza respiratoria. Il vero obiettivo del sicario che ha sparato in piazza Nazionale, in realtà, era Salvatore Nucaro, un pregiudicato di 31 anni. Da giorni, tutta la città si è stretta intorno alla piccola che lotta per la vita e, se pur ancora in condizioni critiche, ha cominciato a mostrare lievi segni di miglioramento. "È maturato in pieno contesto camorristico il tentato omicidio di Salvatore Nurcaro, dove è rimasta gravemente ferita la piccola Noemi, insieme con la nonna", ha detto il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di un incontro in procura in mattinata. Secondo gli inquirenti, Armando Del Re sarebbe l'esecutore materiale della sparatoria, mentre Antonio avrebbe fornito supporto logistico: ad entrambi viene imputata la premeditazione.

LE REAZIONI - "Stamattina c'è stata la notizia che sarebbero stati individuati i responsabili dell'agguato in cui è rimasta ferita la piccola Noemi: mi sembra che ancora una volta questa città con le sue forze è in grado di fare quando crede agli obiettivi". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando il fermo dei due fratelli.  "Questa è la risposta che Napoli chiede sempre allo Stato, che deve capire che questa città non è l'Afghanistan, non è il Medioevo e non è allo sbando, ma il contrario. Sono questi criminali che sono allo sbando - ha proseguito il sindaco - e li dobbiamo colpire una volta per tutte. Questo è il momento buono, perché la Napoli della vita vinca contro la morte. Ci sono tutte le componenti per la vittoria del bene: la reazione popolare, la rivoluzione culturale, un'amministrazione molto pronta e determinata, forze di polizia e magistratura capaci, una coscienza civica e medici bravissimi".

"L'Amministrazione comunale di Siena ha appreso con soddisfazione la notizia dell'arresto, effettuato dai carabinieri, di Armando Del Re", commenta il sindaco senese Luigi De Mossi, ringraziando "il questore Costantino Capuano, l'Arma dei carabinieri e tutte le forze dell'ordine per il lavoro svolto e per la brillante operazione che ha messo fine alla latitanza di Del Re". 

"Complimenti a forze dell'ordine, inquirenti e magistratura per la cattura del delinquente che ha sparato alla piccola Noemi: nessuna tregua contro camorristi e criminali, lo Stato e i napoletani vinceranno la sfida. Lo stato risponde con i fatti e non con le parole". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta l'arresto del presunto responsabile della sparatoria, annunciando che giovedì sarà a Napoli per il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica: "Vado a ringraziare chi ha preso lo str***o che ha colpito Noemi", ha aggiunto il vicepremier.


"Grazie a nome del governo alle forze dell'ordine e alle autorità per l`arresto dell`uomo che avrebbe sparato alla piccola Noemi e del suo complice. Preghiamo sempre per lei e per chi soffre ancora: questi delinquenti devono pagare. Napoli non sono loro, Napoli merita altro!", ha scritto in un tweet il vicepremier Luigi Di Maio.


"È una splendida giornata per Napoli e per l'Italia: grande gioia per le notizie che arrivano dal Santobono (l'ospedale dov'è ricoverata Noemi, ndr), per le condizioni della piccola, che proprio questa mattina fanno registrare i netti segnali di miglioramento che tutti attendevamo con ansia. Un abbraccio a lei, ai genitori, ai medici e al personale del Santobono. E grande soddisfazione per la prova di efficienza dello Stato: ci auguriamo che gli arresti di oggi siano l'inizio di una svolta in termini di controllo del territorio e di prevenzione di fenomeni non più tollerabili". Queste le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

"Una bella notizia per tutta l'Italia. Grazie alle Forze dell'Ordine. Oggi sarò a Napoli anche per ribadire che servono meno armi per strada e piu' lavoro", ha sottolineato il segretario Pd Nicola Zingaretti, commentando su Facebook la notizia dell'arresto dell'uomo.

"Sono sollevato dall'arresto dell'uomo che ha sparato, ferendo gravemente Noemi. E anche di chi gli ha dato protezione. Un sentimento ringraziamento per il lavoro svolto dalle forze dell'ordine e dalla procura di Napoli che hanno lavorato duramente - ha affermato Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia - Ora emergeranno anche i motivi di questo gesto, che rimane di una gravità inaudita, perché dimostra un senso di impunità che deve essere combattuto senza tregua".