Cagnano Varano, l'auto dei carabinieri e nel riquadro Vincenzo Di Gennaro (Ansa)
Cagnano Varano, l'auto dei carabinieri e nel riquadro Vincenzo Di Gennaro (Ansa)

Cagnano Varano (Foggia), 13 aprile 2019 - Tragica sparatoria nella piazza principale di Cagnano Varano, paese in provincia di Foggia. Un carabiniere è morto e un suo collega è rimato ferito dopo che un pregiudicato di 67 anni aperto il fuoco durante un controllo. La vittima è il maresciallo Vincenzo Di Gennaro, 47 anni, vice comandante della stazione locale. Non sarebbero gravi invece le condizioni dell'altro militare di 23 anni, ricoverato in ospedale. 

OMICIDA FERMATO - L'autore dell'omicidio è stato fermato mentre tentava la fuga e portato in caserma. Si tratta di Giuseppe Papantuono, un pregiudicato di 64 anni. Sembra che, nei giorni scorsi, fosse stato sottoposto a una perquisizione per droga. Ancora da capire l'esatta dinamica di quanto avvenuto intorno alle 10 di questa mattina. Secondo l'ultima ricostruzione, i due carabinieri a bordo dell'auto di servizio si sono affiancati all'uomo intimandogli di fermarsi: in quel preciso istante però il 67enne ha estratto la pistola e ha sparato colpendo in pieno Di Gennaro. 

MINACCIAVA L'ARMA  - "Ve la farò pagare". E' quanto avrebbe affermato Papantuono dopo un controllo dei carabinieri avvenuto qualche giorno fa. Minacce che il pregiudicato avrebbe fatto dopo aver saputo della denuncia che sarebbe scattata perché era stato trovato in possesso di quattro dosi di cocaina.

"VINCENZO VOLEVA SPOSARSI"-  I carabinieri di Cagnano Varano faticano a farsi una ragione per la morte del collega. Raccontano che Di Gennaro aveva una compagna e stava organizzando tutto per le nozze. Il maresciallo aveva già da qualche tempo una relazione sentimentale con una donna di San Severo, con la quale stava decidendo la data del matrimonio. I colleghi lo ricordano come "la bontà fatta persona". Era impegnato anche nel mondo del volontariato, e, raccontano, era molto devoto a San Pio da Pietrelcina.

IL SINDACO - "Conoscevo molto bene il maresciallo Vincenzo Di Gennaro, era nella nostra stazione carabinieri da molti anni, forse da oltre dieci anni. Era una presenza storica della caserma. Lo incontravo tutte le mattine", ha dichiarato IL sindaco Claudio Costanzucci. "Oltre ad essere una persona molto disponibile era un uomo che faceva sempre il proprio dovere. E proprio facendo il suo dovere è caduto per lo Stato - ha aggiunto -. È una tragedia per tutti noi che siamo una piccola comunità".

MATTARELLA - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo "profondo dolore" con un messaggio al al comandante generale dell'Arma, il generale Giovanni Nistri.

CONTE - Il premier Giuseppe Conte, che si trovava nella vicina Bari, ha chiesto un minuto di silenzio prima del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Bari. "E' un giorno triste - ha commentato - il sacrificio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro avvenuto nel Gargano, il mio Gargano, deve essere incitamento ad avere fiducia nelle istituzioni". 

SALVINI - "Una preghiera per Vincenzo, un pensiero alla sua famiglia e ai suoi colleghi, il mio impegno perché questo assassino non esca più di galera e perché le Forze dell'Ordine lavorino sempre più sicure, protette e rispettate?", ha dichiarato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, appena appresa la morte del militare.

DI MAIO - Dura anche la reazione dell'altro vicepremier Luigi Di Maio. "Il mio cordoglio, la mia vicinanza alla famiglia e ai cari dei due militari - ha scritto il titolare di Sviluppo economico e Lavoro su Facebook -. Questo omicidio non ha colpito solo due servitori dello Stato, ma l'intero Stato. Chi tocca un Carabiniere tocca lo Stato, tocca ognuno di noi. Ora basta, ci sarà una reazione!". 

TRENTA - "Quanto accaduto nella piazza principale di Cagnano Varano è inaccettabile. Un criminale ha sparato contro due nostri Carabinieri, due servitori dello Stato. Uno di loro è deceduto e l'altro è rimasto ferito. Il mio cordoglio alle famiglie, la mia vicinanza e il mio abbraccio. Deve essere chiaro: non ce ne staremo con le mani in mano. Bisogna rispondere e bisogna farlo con forza", ha scritto invece, sempre su Facebook, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta