Il cancello della casa di campagna dove Ciriaco Pigliaru, 65 anni, ha ucciso la moglie Anna. Poi il suicidio
Il cancello della casa di campagna dove Ciriaco Pigliaru, 65 anni, ha ucciso la moglie Anna. Poi il suicidio
Ha premuto il grilletto prima contro la moglie e poi ha puntato il fucile da caccia contro di sé. Tragedia in un piccolo borgo del viterbese. Il 65enne Ciriaco Pigliaru, origini sarde, ha ucciso la moglie Anna con un colpo di arma a canna lunga e poi si è tolto la vita con lo stesso fucile, davanti a una delle figlie. È accaduto poco dopo le 20 a Castel Sant’Elia, un paesino a pochi chilometri da Nepi. L’uomo ha aspettato in un angolo del...

Ha premuto il grilletto prima contro la moglie e poi ha puntato il fucile da caccia contro di sé. Tragedia in un piccolo borgo del viterbese. Il 65enne Ciriaco Pigliaru, origini sarde, ha ucciso la moglie Anna con un colpo di arma a canna lunga e poi si è tolto la vita con lo stesso fucile, davanti a una delle figlie. È accaduto poco dopo le 20 a Castel Sant’Elia, un paesino a pochi chilometri da Nepi. L’uomo ha aspettato in un angolo del giardino che la donna e la figlia rientrassero nella casa che si trova in aperta campagna, in cui lui non viveva da giugno, e sbucando nel buio ha sparato a distanza ravvicinata. A dare l’allarme la ragazza che, disperata, ha chiamato i soccorsi. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Civita Castellana. Sembra che la coppia stesse in fase di separazione e che per questo motivo l’uomo da qualche mese non vivesse più con la moglie. Sono in corso anche accertamenti sull’arma, un fucile da caccia, per capire la provenienza. Al momento non risulta, infatti, che il 65enne avesse armi. Ciriaco Pigliaru era arrivato a Castel Sant’Elia da bambino e, insieme al padre e al fratello, aveva messo in piedi un’azienda agricola. Poi l’incontro con Anna, il matrimonio e la nascita delle due figlie. Pochi anni fa la decisione di aprire una tabaccheria per iniziare una nuova vita. E quello di sabato sera è solo l’ultimo di una serie di femminicidi avvenuti negli ultimi mesi in Italia. Una lunga scia di sangue e violenza. Un crimine "odioso", una "vera e propria piaga sociale", con numeri "incredibili e drammatici nei soli mesi di agosto e settembre di quest’anno: 11 donne uccise, 8 per mano del coniuge o di persona legata alla vittima da una relazione affettiva", ha detto il ministro dell’Interno Lamorgese, sostenendo la necessità di "ripensare le misure di prevenzione, con l’estensione mirata dell’arresto obbligatorio in flagranza, l’introduzione di una specifica disciplina sul fermo dell’indiziato, mentre la tutela delle vittime potrebbe avvalersi di un indennizzo più sostanzioso da attribuire". Dal primo gennaio di quest’anno al 19 settembre sono stati registrati 206 omicidi, con 86 vittime donne (+1 rispetto allo stesso periodo del 2020), di cui 73 uccise in ambito familiareaffettivo.