Un ragazzo in un supermercato
Un ragazzo in un supermercato
Il lockdown per pannolini, carta igienica, asciugatutto e fazzoletti da naso. Se i prezzi delle materie prime e della logistica non arresteranno la corsa, le cartiere del tissue (questo il nome tecnico del settore della carta per uso "domestico") potrebbero essere costrette alla serrata. "Alcune realtà – precisa Massimo Carrara, presidente di Cartiere Carrara (Lucca) e cavaliere del lavoro – hanno già chiuso". Prezzi folli, vola il conto della spesa. Sulle tavole il salasso è servito Dottor Carrara, ma come siamo arrivati a questo...

Il lockdown per pannolini, carta igienica, asciugatutto e fazzoletti da naso. Se i prezzi delle materie prime e della logistica non arresteranno la corsa, le cartiere del tissue (questo il nome tecnico del settore della carta per uso "domestico") potrebbero essere costrette alla serrata. "Alcune realtà – precisa Massimo Carrara, presidente di Cartiere Carrara (Lucca) e cavaliere del lavoro – hanno già chiuso".

Prezzi folli, vola il conto della spesa. Sulle tavole il salasso è servito

Dottor Carrara, ma come siamo arrivati a questo punto?

"Le materie prime di cellulosa sono al massimo storico. La fibra di eucalipto, da cui deriva praticamente il 100% della cellulosa certificata proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, si vende a 1.140 dollari a tonnellata. A gennaio era a 680 dollari. Il gas ha avuto un incremento del 350%. Se a questo quadro aggiungiamo i problemi legati alla logistica, l’aumento dei costi della plastica e dei prodotti chimici è facile capire come il settore si trovi ad affrontare una situazione senza precedenti".

Ma potreste fermare la produzione?

"Lo stiamo valutando in questi giorni. Sarà un lockdown forzato per molte cartiere, perché gli aumenti hanno raggiunto livelli troppo alti. Se il mercato non sarà in grado di recepirli, dovremmo trarre le nostre conclusioni. Sono scelte difficili: Cartiere Carrara ha 750 dipendenti".

Quindi cosa potrebbe succedere nella vita di tutti i giorni?

"Dipende da cosa farà la grande distribuzione. Le strade per loro sono due: assorbire gli aumenti tagliando i margini o aumentare i prezzi sugli scaffali. Lo stesso vale per il mondo professionale, come alberghi o campeggi, che utilizza i prodotti della nostra filiera".

Ma di che aumenti parliamo?

"Si tratta di un 20-30% che si potrebbe riflettere su pannolini, fazzoletti o carta igienica".

Grazie all’e-commerce la produzione di carta per gli imballaggi è schizzata. Quali sono gli effetti sul settore?

"Il tissue non utilizza imballaggi solo di plastica. Anche tovagliolini e fazzoletti vengono spesso consegnati in scatole di cartone. Ovviamente questo ha comportato un aumento del costo dei nostri prodotti".

Il passaggio da gas a biometano potrebbe aiutare il settore?

"No, per asciugare la carta abbiamo bisogno del potere calorico del gas tradizionale e proprio per questo abbiamo investito in impianti di cogenerazione che ci consentono di essere efficienti e sostenibili. Tra l’altro da un anno a questa parte il mercato dei permessi per emettere anidride carbonica è completamente drogato dalla speculazione e i costi sono quadruplicati. È un momento drammatico per tutto il manifatturiero e soprattutto per chi come noi ha bisogno di molta energia per produrre".