Lo smart working non è un modo per eludere il Green pass, ma uno strumento moderno per accrescere la flessibilità del lavoro mantenendo i diritti degli occupati. Così la vede il governo, che intende normarlo a breve, a partire dal settore pubblico. Giovedì è fissato un nuovo incontro tra Aran e sindacati per parlarne. L’obiettivo è avere realisticamente il nuovo contratto entro la fine di novembre, possibilmente anche prima. Sommario Pubblico, soglia del 15% Bozza di contratto Le regole Smart working settore privato Pubblico e Green pass Privato e Green pass Pubblico, soglia del 15% Secondo il ministro Renato Brunetta ogni amministrazione pubblica o partecipata potrà scegliere quanto smart working consentire dopo la fine dello stato di emergenza (31 dicembre 2021) , ma sempre...

Lo smart working non è un modo per eludere il Green pass, ma uno strumento moderno per accrescere la flessibilità del lavoro mantenendo i diritti degli occupati. Così la vede il governo, che intende normarlo a breve, a partire dal settore pubblico. Giovedì è fissato un nuovo incontro tra Aran e sindacati per parlarne. L’obiettivo è avere realisticamente il nuovo contratto entro la fine di novembre, possibilmente anche prima.

Sommario

Pubblico, soglia del 15%

Secondo il ministro Renato Brunetta ogni amministrazione pubblica o partecipata potrà scegliere quanto smart working consentire dopo la fine dello stato di emergenza (31 dicembre 2021) , ma sempre entro un tetto massimo del 15%: meno di un terzo rispetto a quanto accade oggi. Da qui a fine anno la Funzione pubblica vorrebbe una graduale riduzione del numero di dipendenti pubblici in lavoro agile, ma i tempi e i modi sono lasciati alle singole amministrazioni.

Bozza di contratto

Mercoledì scorso l’Aran ha presentato ai sindacati la prima bozza di contratto per il lavoro agile di ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, che sarà la base per lo smart working in tutta la Pa. Nella bozza è scritto che il lavoro agile sarà possibile solo "per processi e attività di lavoro previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità". L’obiettivo è quello di "conseguire il miglioramento dei servizi pubblici e l’innovazione organizzativa garantendo l’equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa". Esclusi i lavori in turno e quelli che richiedono l’utilizzo di strumentazioni non remotizzabili.

Le regole

L’accordo sarà individuale, dovranno esservi incluse e concordate le giornate di lavoro in smart working, il luogo dove lavorare (che non potrà essere al di fuori dei confini nazionali, quindi no smart working dalle isole greche o spagnole) e la durata dell’accordo. Il tempo di lavoro sarà diviso in tre fasce: operatività, contattabilità e inoperabilità. Durante quest’ultima il lavoratore avrà diritto alla disconnessione completa. L’accesso allo smart working sarà facilitato, ove tecnicamente possibile, per chi si trova in determinate condizioni, come i genitori con figli minori di 3 anni o con parenti di primo grado disabili, o ai lavoratori con disabilità.

Smart working settore privato

Il ministro Andrea Orlando vuole arrivare a nuove regole entro fine dicembre, ma preme per una soluzione condivisa con i sindacati. In Parlamento ci sono 8 proposte di legge sul tema.

Pubblico e Green pass

Il non possesso del Green pass non sarà una condizione preferenziale per accedere allo smart working. Anzi. Il Green pass resta obbligatorio. L’articolo 1 del Dl non lascia adito a dubbi: "Al personale pubblico, al personale delle Autorità amministrative indipendenti, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui il predetto personale svolge l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19". Questo significa, in via teorica, che anche il personale in smart working ha l’obbligo di possedere il Green pass, "ai fine dell’accesso nel luogo i cui svolge l’attività", cioè anche casa sua.

Privato e Green pass

L’art 3 del nuovo decreto è chiaro, il Green pass è obbligatorio: "A chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire su richiesta" il Green pass. Questo significa, spiegano i tecnici, che è tenuto ad averlo non solo chi lavora con altri in un’azienda, ma anche chi lavora da solo, come può capitare a una partita Iva. L’ipotesi di controlli è in questo caso remota. Ma non può essere esclusa.