Glen Kamara, 25 anni, dei Glasgow Rangers. Dietro di lui i baby tifosi dello Sparta
Glen Kamara, 25 anni, dei Glasgow Rangers. Dietro di lui i baby tifosi dello Sparta
Ululati, versi di scimmia e fischi a ogni tocco di palla. La partita di Europa League tra Sparta Praga e Glasgow Rangers costringe a tornare sul tema del razzismo nel calcio, forse perché, come ha detto il tecnico degli scozzesi, Steven Gerrard, "finora non si è fatto abbastanza, e ci vogliono pene più severe". In particolare colpisce il fatto che quanto successo a Praga per la sfida fra lo Sparta e i Rangers sia stato commesso da un pubblico (diecimila persone in tutto) composto da bambini e adolescenti...

Ululati, versi di scimmia e fischi a ogni tocco di palla. La partita di Europa League tra Sparta Praga e Glasgow Rangers costringe a tornare sul tema del razzismo nel calcio, forse perché, come ha detto il tecnico degli scozzesi, Steven Gerrard, "finora non si è fatto abbastanza, e ci vogliono pene più severe".

In particolare colpisce il fatto che quanto successo a Praga per la sfida fra lo Sparta e i Rangers sia stato commesso da un pubblico (diecimila persone in tutto) composto da bambini e adolescenti fino ai 14 anni e dai loro accompagnatori. Gli unici abilitati a entrare visto che in teoria si sarebbe dovuto giocare a porte chiuse per una precedente squalifica proprio per razzismo, nei confronti di un giocatore del Monaco, Aurelien Tchouameni. Questa volta invece è toccato a Glen Kamara, origini in Sierra Leone e passaporto finlandese, subissato di ululati, versi di scimmia e fischi a ogni suo intervento nel corso del gioco. A prendersela con lui è stato, appunto un pubblico di under 14, forse stizzito da un precedente episodio che lo aveva visto protagonista ad aprile contro lo Slavia, altro club di Praga, e per il quale era stato squalificato per dieci giornate il nazionale ceco Ondrej Kudela. O forse perché ai tifosi non era piaciuto il fatto che si fosse inginocchiato, in segno di solidarietà per ‘BlackLivesMatter’ prima dell’inizio della partita di ieri. Anche a Praga, come a Budapest – come sanno i giocatori della nazionale inglese –, quello di mettere il ginocchio a terra è un gesto non gradito. Fatto sta che Kamara ha dovuto sopportare di tutto fino al momento in cui è stato espulso per doppia ammonizione e ha lasciato il campo fra gli applausi, ironici, del pubblico.

L’Uefa finora non si è mossa, ma Gerrard ha detto ieri che il suo club si è già mosso presso l’ente calcistico europeo per sollecitare l’apertura di un’indagine sull’accaduto. "Rivedendo la partita in televisione, con l’audio – ha detto Gerrard – mi ha colpito ciò che è accaduto, in campo non l’avevo percepito in modo così netto. Ne ho parlato con Kamaram, ma ciò che ci siamo detti rimane tra di noi. Certo qualcosa di più decisivo deve essere fatto per sradicare questo fenomeno. Il club si è mosso con l’Uefa e credo che prenderanno decisioni". Dura, contro i Rangers, la reazione delle autorità della Repubblica Ceca, al punto che è sceso in campo il ministro degli Esteri, Jakub Kulhanek: "Stanno deliberatamente spargendo fango sui nostri bambini, lunedì ne parlerò con l’ambasciatore britannico e spero che le relazioni fra i nostri due Paesi rimangano buone".

red.est.